“Isolatamente”, l’isola felice di Roberto Colella conclude in musica il 2020.

“Isolatamente”, l’isola felice di Roberto Colella conclude in musica il 2020.

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Conosco e apprezzo da anni Roberto Colella e la sua band ” La Maschera”, una band con una chiara connotazione napoletana, ma come Roberto racconta, contaminata dai tanti generi musicali che metropoli come Napoli, ricche di cultura e di popoli, consentono di infilare tra le note della propria musica. Nelle composizioni de “La Maschera” ritroviamo infatti, la musica inglese degli anni Settanta-Ottanta, ma anche la musica di Tom Waits, e certamente quella di Pino Daniele, di Eduardo De Crescenzo, e dei Napoli Centrale. Tutta musica in cui è presente “parecchia anima”.

In questi giorni, prima della chiusura dell’anno, Roberto Colella pubblicherà  il suo primo album musicale come solista, dal titolo “ISOLAMENTE”, concepito e registrato interamente in casa Colella nei giorni di isolamento tra il 15 novembre e l’11 dicembre, album che nasce con il desiderio di chiudere quest’anno con un disco, come racconta lui stesso. In un periodo che è stato così complicato per i musicisti, e per gli altri operatori dellop spettacolo, come per l’Arte tutta.

L’album è stato anticipato dal brano “Senza giacca e cravatta”, di Nino D’Angelo, reinterpretato da Roberto. Da lunedì 21 dicembre l’album completo sarà sui digital store e in formato CD (etichetta Full Heads – 400 copie in tiratura limitata, appena annunciate e già sold out).

Le tracce saranno 11, tutte riproposizioni di canzoni della tradizione (napoletana e sarda) insieme a capisaldi della storia della musica, interamente suonate e cantate da Colella: Nun t’aggia perdere Pino Mauro (A. Iglio / A. Moxedano), Carcere ‘e mare Scugnizzi (Claudio Mattone), T’agge purtato na rosa Marco Calone (E. Caradonna), Vou me embora vou partir Vitorino (tradizionale portoghese), Senza giacca e cravatta Nino D’Angelo (N. D’Angelo – C. Tortora),Tu ca nun chiagne Enrico Caruso (L. Bovio – E. De Curtis), No potho reposare Andrea Parodi (S. Sini – G. Rachel), Te credevo sincera Gianni Celeste (G. Grasso), The sound of silence Simon & Garfunkel (Paul Simon), Vida Tombola Manu Chao, Lazzari felici Pino Daniele.

Un disco che possa ricordarmi canzoni che mi emozionano, luoghi che amo e che (negli ultimi 9 mesi) ho potuto visitare solo con l’immaginazione. Abbiamo conosciuto il gelo della solitudine, il terrore di un abbraccio… abbiamo imparato termini come assembramento e distanza sociale (espressione in sé abominevole). Ci siamo sentiti dei criminali si pe’ scennere ‘a munnezza dimenticavamo a casa la mascherina! Le arti sono state declassate a beni non necessari… eppure, a me, m’ha salvato ‘a musica”.

“Suonare, scrivere, registrare, in casa e con pochi mezzi, mi ha regalato una sensazione di libertà assoluta, trasformando la zona rossa e l’isolamento in un’isola felice. A quest’anno stagnante e piatto ho voluto rispondere in musica. Ecco perché in scaletta si alternano canzoni vicine a me e alla gente del mio quartiere, a mondi lontani e tradizioni antiche… una vela stracciata riesce a convivere con the Sound of Silence, brani tradizionali portoghesi o sardi si alternano a canzoni napoletane classiche o neomelodiche rivisitate”. 

Nell’ambum gli strumenti sono tutti suonati dall’artista, unico interprete del progetto, musicista eclettico: Chitarre (acustica, classica, semiacustica, elettrica, 12 corde), Basso elettrico, Mandolino, Cuatro Venezuelano, Geppino, Piano, Synth, Batteria elettronica, Tammorra, Shaker, Timpano, Flauti, Sax tenore, Sax soprano, Bottiglie, Secchio.

Hanno partecipato al disco,  per Mix & Mastering Antonio Dafe, presso Multiversi studio, gli arrangiamenti sono di Roberto Colella, la copertina e Artwork sono di Peppe Boccia. La produzione esecutiva è come sempre dell’instancabile Luciano Chirico.

La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori diceva Johann Sebastian Bach. La libertà per me è questa. Vicina alla gente, lontana dal pregiudizio spiega Roberto Colella nella descrizione del suo progetto. 

In bocca al lupo ad “Isolatamete”: abbiamo tutti bisogno di tanta musica e di un’isola felice da condividere con gli altri. Con Roberto, e con i suoi colleghi musicisti ci reincontreremo presto per le vie di Napoli, nelle piazze e sui palchi del mondo.