Il Super Inps: un mostro previdenziale?

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ROMA  – Se ne era parlato nei mesi precedenti, ed è uno dei punti nevralgici della manovra Monti: il cosiddetto “Super Inps”. Al fine di tagliare i costi è prevista, infatti, la soppressione di Enpals ed Inpdap, che verranno assorbiti dall’Istituto di Previdenza Sociale (come già successo in passato a Ipsema e Ispsel, iPost e Enam, confluiti, rispettivamente, in Inail, Inps e Inpdap) che in questo modo diventerà l’Ente di riferimento per la maggior parte dei lavoratori italiani.
La previsione di risparmio per lo Stato è di circa 20 milioni di euro per il 2012, mentre dal 2013 si dovrebbe arrivare a 50 milioni di euro e raddoppiare nel 2014.
Naturalmente c’è viva preoccupazione, in particolar modo dal fronte sindacati. E questo non solo per i dubbi su come verrà gestita l’operazione e sui risultati dal punto di vista organizzativo e funzionale, quanto e soprattutto sugli effetti che questo passaggio avrà sugli oltre 700 dipendenti in esubero a rischio mobilità.
L’obiettivo della manovra, volta a garantire “convergenza ed armonizzazione del sistema pensionistico attraverso l’applicazione del metodo contributivo, nonché […] migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa nel settore previdenziale e assistenziale” non basta ai sindacati: “L’accorpamento della previdenza così come definito in manovra proprio non va…. fatta applicando la logica dei tagli lineari e senza alcuna riorganizzazione, vale a dire senza alcuna sforbiciata agli sprechi e senza alcuna razionalizzazione della spesa”, dichiara Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp che aggiunge che in questo modo si crea un precedente unico e pericoloso nelle pubbliche amministrazioni: esuberi di personale determinati a priori per legge, senza alcun piano e senza verifica.
Non è molto chiaro, inoltre, come le funzioni svolte ad esempio dall’Inpdap dovrebbero passare all’Inps e, sopratutto, se verranno mantenuti tutti i servizi offerti attualmente dall’ente, ivi compresa l’erogazione di prestiti e di mutui che sono così a rischio.

         Claudia Minetti

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