Il futuro dell’energia in UE: la Roadmap 2050

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ROMA  – Giovedì scorso la Commissione europea ha presentato la roadmap sul fronte energia con l’intento di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di oltre l’80% entro il 2050.
Nella comunicazione “EnergyRoadmap 2050”, diretta in particolare al Consiglio ed al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale ed al Comitato per le Regioni, la Commissione ha analizzato le implicazioni delle sfide poste dal passaggio ad un’economia competitiva ed a basse emissioni di carbonio. Il perseguimento dell’obiettivo di decarbonizzazione è ispirato alla considerazione che il benessere economico, la competitività industriale ed il funzionamento complessivo della società dipendono dalla sicurezza dell’approvigionamento di energia. Esso deve essere sicura, sostenibile e conveniente.
Già le politiche e le misure dell’Unione Europea per raggiungere gli obiettivi energetici posti per il 2020 sono state di grande interesse e continueranno a funzionare dopo il 2020, contribuendo a ridurre le emissioni di circa il 40% entro il 2050. Saranno, tuttavia, ancora insufficienti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione. Questo dà un’indicazione del livello di impegno e di cambiamento, sia strutturale che sociale, che l’Europa è tenuta a realizzare per la riduzione delle emissioni ed il contemporaneo mantenimento di un settore energetico competitivo e sicuro.
Ad oggi la strategia per conseguire gli obiettivi del 2050 risulta inadeguata ed incerta. Tale incertezza scoraggia gli investimenti da parte dei governi e dei cittadini. Dalla “Tabella di marcia per un cambiamento verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050” emerge l’urgenza di sviluppare strategie per il dopo 2020 poiché se gli investimenti sono rinviati, costeranno di più e creeranno discontinuità nel lungo periodo. Gli investimenti nel settore dell’energia richiedono tempo per produrre risultati. Anche l’Agenzia internazionale dell’energia ha dimostrato il ruolo critico dei governi e ha sottolineato la necessità di un’azione urgente.
Nella Energy Roadmap 2050 vengono analizzati più in profondità diversi percorsi possibili per l’Europa. Tutti gli scenari implicano importanti cambiamenti, in primis sui prezzi del carbone, sulla tecnologia e sulle reti di distribuzione. I prezzi dell’energia sono in aumento in tutto il mondo, ma mentre continueranno a salire fino al 2030, nuovi sistemi energetici possono portare, successivamente, ad una loro riduzione.
Per fondare questo nuovo sistema energetico, devono essere soddisfatte alcune condizioni. La priorità immediata è di attuare pienamente la strategia dell’UE per l’energia 2020. La normativa vigente deve essere applicata a tutti, e le proposte attualmente in discussione, in particolare sull’efficienza energetica, le infrastrutture, la sicurezza e la cooperazione internazionale, devono essere adottate rapidamente. Il cammino verso un nuovo sistema energetico ha anche una dimensione sociale, la Commissione continuerà, pertanto, ad incoraggiare il dialogo ed il coinvolgimento sociale per aiutare una transizione equa e una gestione efficiente. Il sistema energetico e la società nel suo complesso devono essere più efficienti. L’adozione di politiche di efficienza energetica dovrebbe contribuire al raggiungimento degli obiettivi in un modo più veloce e conveniente. Particolare attenzione deve continuare ad essere data allo sviluppo delle energie rinnovabili. Il loro tasso di sviluppo e l’impatto sul mercato internazionale richiedono una modernizzazione del quadro politico. L’obiettivo europeo di soddisfare il 20 % del fabbisogno energetico con le energie rinnovabili si è finora rivelato un incentivo per lo sviluppo efficiente del energie rinnovabili nella UE ed un ulteriore, tempestivo sviluppo dovrebbe essere previsto per il 2030. Maggiori investimenti pubblici e privati in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica sono cruciali per accelerare la commercializzazione di tutte le soluzioni a basso tenore di carbonio.
Entro il 2014 l’UE sarà impegnata in un mercato pienamente integrato. Oltre alle misure tecniche già individuate, ci sono carenze normative e strutturali che devono essere risolte. Dal momento che sono in arrivo nuovi investimenti ed il mix energetico sta cambiando, sono necessari strumenti di mercato ben progettati e nuove modalità di collaborazione capaci di sfruttare il pieno potenziale del mercato interno dell’energia. I prezzi dell’energia devono riflettere meglio i costi del sistema energetico. Misure specifiche dovrebbero essere definite a livello nazionale e locale al fine di evitare scompensi energetica. In particolare un nuovo senso di urgenza e responsabilità collettiva deve essere esercitata per lo sviluppo di nuove infrastrutture ed il miglioramento della capacità di stoccaggio in tutta Europa e nei paesi confinanti.
Non ci deve essere nessun compromesso sulla sicurezza e la protezione delle fonti di energia nuove o tradizionali. L’UE deve continuare a rafforzare il quadro di sicurezza e a guidare gli sforzi per rafforzare l’azione internazionale sul clima. La roadmap ha già indicato l’economia basso tenore di carbonio come una delle pietre miliari per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Il passo successivo è definire il quadro politico relativo al 2030.

Eleonora M. Pani

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