Fondazione Vico: cultural party per la sfilata di Dolce & Gabbana

Fondazione Vico: cultural party per la sfilata di Dolce & Gabbana
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Sulla terrazza di Palazzo Marigliano serata dedicata ad Arte, Moda e prodotti della Terra vesuviana, per il recupero delle pale di San Biagio

È stato dedicato al recupero delle antiche pale di San Biagio Maggiore, custodite nel Complessi monumentale di San Gennaro all’Olmo la manifestazione organizzata dalla Fondazione Giambattista Vico a Palazzo Marigliano, ha visto la presenza di un pubblico qualificato che, sulla storica terrazza che si affaccia su via San Gregorio Armeno – location della sfilata – ha potuto godere di una privilegiata privacy.
In strada si svolgeva l’evento top internazionale della moda italiana, tra pastori artigianali, invitanti babà, sfogliatelle e fragranti pizze firmate da Gino Sorbillo. Su, al secondo piano del famoso Palazzo Marigliano, i rappresentanti della Fondazione Vico, dell’Asmef, di Domus Memini e del movimento ecologista europeo Fare Ambiente, con i tanti soci e gli ospiti, esponenti della Sovrintendenza e giornalisti, partecipavano una un’occasione piacevolmente culturale ed a un dibattito che ha abbracciato vari settori: dalla moda all’arte antica religiosa ed ancora al patrimonio eno-gastronomico partenopeo, con le genuine produzioni vesuviane, testimoniate dal gustoso buffet, ricco di primizie invitanti, colte all’alba.
Mentre le indossatrici di Dolce & Gabbana, presentavano ad un pubblico eterogeneo i modelli esclusivi dei due famosi stilisti italiani, sulla terrazza superiore della Fondazione Vico, in un ambiente effettivamente selezionato – vip per spessore culturale – ha avuto luogo l’happening esclusivo voluto del presidente della stessa Fondazione Vincenzo Pepe, dal vice presidente Luigi Maria Pepe e coordinato dall’infaticabile presidente di Domus Memini, Luca Di Pierro, direttore organizzativo della stessa sede partenopea dell’Ente dedicato al famoso filosofo..
Il cultural-party gourmet, a base di prodotti tipici partenopei, allestito in collaborazione con gli agricoltori dell’Agrimercato di Campagna Amica di Napoli ha puntato anche sul fashion & flavours con i prodotti agroalimentari tipici vesuviani. In prima fila il ricercato pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop e le profumatissime albicocche vesuviane di Pasquale Imperato; ancora, la Falanghina pompeana Igp Ercolaneum e quella del vulcano di Roccamonfina dell’Azienda Sannino.
Tanti e qualificati i presenti. Tra essi l’attrice impegnata e produttrice Valeria Vaiano, i giornalisti Nicola Rivieccio e Armando Giuseppe Mandile, il prof Maurizio Fraticelli delle Università di Camerino e Atene, la blogger Dora Chiariello, l’artista incisore Umberto Nocerino; Alfonso Pepe,   Emilia Giordano e Federica Avagliano, Elena Foccillo, Chiara Rizzo, Roberto Ricci.
L’Art & Fashion Gourmet Party “Aspettando Domenico Dolce e Stefano Gabbana si è concretizzato anche in una opportuna raccolta fondi per ristrutturare le pale seicentesce della chiesa di San Biagio.
L’incontro eccezionale si poneva anche il fine di acquistare un pianoforte a coda per la chiesa di San Giovanni all’Olmo – la prima che i napoletani abbiano dedicato al proprio patrono – per arricchire le offerte musicali.
“Con questa iniziativa benefica, abbiamo voluto sensibilizzare la cittadinanza al recupero del patrimonio storico e culturale di Napoli ed allo stesso tempo incentivare la scoperta dei tanti tesori nascosti o tenuti prigionieri in tante chiese partenopee murate ed abbandonate ad un destino ignoto e triste che mortifica una tradizione ultra secolare di civiltà” – spiega Luigi Maria Pepe vicepresidente della Fondazione.
“Reputiamo che riuscire a catturare l’attenzione pubblica su tale fenomeno sia di fondamentale importanza per un istituto di alta cultura quale è il nostro – continua il vice presidente della Fondazione Vico –  L’evento che abbiamo organizzato qualche metro più su del defilée di Dolce e Gabbana, nella storica via di San Gregorio Armeno, ci ha fornito anche e soprattutto un’utile occasione di confronto e riflessione”.
La chiesa di San Biagio Maggiore e quella di San Gennaro all’Olmo davanti alle quali hanno sfilato le indossatrici che hanno mostrato al ristrettissimo pubblico di acquirenti ed ospiti i modelli della griffe, costituiscono il Complesso monumentale dove ha una delle sua sedi – quella napoletana – la Fondazione Vico. Risalirebbero, al IV secolo, ma la data certa è tuttora fissata al 680.
Il riuscito incontro della Fondazione ha rappresentato un’occasione importante che ha di fatto nobilitato un evento, per quanto di grande risonanza, da molti criticato, che ha collezionato numerose polemiche per aver blindato alcune tra le più belle zone di Napoli. Notevole il disagio per la popolazione e per i visitatori ed i turisti che si sono visti privati per quattro giorni della possibilità di vedere e godere di angoli suggestivi ed importanti della città. Tutto questo – sottolineano in molti – non è accaduto neppure con la venuta del Papa. Strettissime limitazioni, reputate da molti ingiustificate e anticostituzionali. Delusione alimentata anche dal fatto che non è stato previsto alcun evento aperto alla popolazione, nemmeno in occasione della cerimonia ufficiale per la cittadinanza onoraria a Sophia Loren. I napoletani, più che di assistere alla sfilata di moda, speravano di poter ammirare ed applaudire la loro beniamina in un momento importante.

Teresa Lucianelli