Entro due anni lo scorporo proprietario di Snam rete gas da Eni

Entro due anni lo scorporo proprietario di Snam rete gas da Eni
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ROMA – Venerdì scorso è stato presentato dal Premier Mario Monti (nella foto) il decreto contenete il pacchetto di liberalizzazioni varato del Governo. Tra gli altri provvedimenti è stata definita la separazione di Snam Rete gas dall’Eni, fermo restando la possibilità di introdurre modifiche durante il percorso parlamentare. Il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera ha voluto chiarire che l’unbundling, lo spacchettamento, interesserà l’intera holding. Snam è proprietaria dei principali gasdotti italiani e di importanti canali esteri, gestisce infatti la rete di trasporto del gas in Italia, il rigassificatore di Panigaglia e gli stoccaggi di Stogit. Uno dei punti ricorrenti del decreto, volto ad accrescere anche di fronte all’Europa, tutto l’ assetto della deregulation, è l’affidamento al governo di poteri sostitutivi per vincere possibili riluttanze espresse da enti locali e stakeholder. La separazione tra il soggetto che fornisce il gas, Eni, e quello che gestisce la rete distributiva, Snam, è stata fortemente sollecitata in sede europea e, secondo il governo, un nuovo assetto, incentivando la competizione sul mercato dell’energia, dovrebbe permettere nuovi investimenti e un taglio dei costi. Fino ad oggi lo sviluppo della concorrenza e quindi di ulteriori infrastrutture è stato limitato dalla posizione di Eni. Attualmente infatti l’ Eni possiede il 52,53% di Snam Rete Gas. Preservando i suoi contratti di importazione di lungo periodo Eni ha inibito la contrattazione sul mercato del gas nazionale con effetti sui prezzi del gas. Insieme alla separazione di Snam da Eni è stato pianificato un nuovo sistema di calcolo per le bollette che consideri anche i prezzi spot, in diminuzione sui mercati europei. Insieme, queste due misure dovrebbero portare un calo dei prezzi del gas. In Italia il 60 % delle abitazioni ed il 40 % dei consumi energetici dell’industria nazionale sono alimentati dal gas. Secondo gli ultimi dati forniti dal Gestore dei mercati energetici, la società pubblica responsabile della gestione della Borsa elettrica e di quella del gas, nel mese di dicembre 2011 sono stati pagati dieci euro in più, 33,1 euro contro 22,3, su ogni megawattora di gas rispetto ad altri Paesi europei, dove il prezzo del metano si è ridotto a partire dallo scorso aprile. Si tratta di un annosa questione che nel 2000 il governo Amato ha tentato di affrontare decretando la “terzietà” delle reti di trasferimento del gas. Due anni dopo il governo, emanando la cosiddetta legge “anti black-out” stabilisce un limite di possesso del 20% delle reti di trasporto, da raggiungere entro luglio 2007, scadenza rinviata alla fine del 2008 dalla finanziaria 2006. Grazie ad uno specifico decreto della presidenza del Consiglio dei ministri la legge di bilancio del 2007 concede un ulteriore proroga di 24 mesi. Ad oggi, nonostante Eni abbia realizzato un separazione funzionale con Snam, conformandosi alle direttive europee, ne ha conservato il controllo. Entro due anni la separazione dovrà diventare proprietaria e sarà regolata con uno specifico decreto da emanare entro sei mesi. Nel frattempo potrebbero affiorare proposte di agevolazioni per nuove infrastrutture o si potrebbe realizzare un progetto presentato da Mediobanca che prevede la creazione di un’unica società delle reti, fondendo Snam e Terna. Nel decreto da emanare il Governo potrebbe imporre all’Eni di cedere tutte o una percentuale delle quote di Snam attualmente detenute. Paolo Scaroni, amministratore delegato del gruppo ha commentato il provvedimento del governo sulla separazione proprietaria definendolo in linea con la volontà di Eni di uscire dal business regolato. Si è detto infine speranzoso di poter soddisfare il Governo preservando l’interesse degli azionisti. Il pacchetto liberalizzazioni ha anche affidato all’Autorità per l’Energia elettrica ed il Gas la definizione di interventi per la messa in sicurezza del sistema e l’attuazione degli investimenti in infrastrutture elettriche. L’obiettivo è quello di incentivare un mercato concorrenziale del gas naturale ed offrire la garanzia di un effettivo accesso alla rete da parte di tutti i gruppi del settore per uno sviluppo efficiente del sistema energetico.

Eleonora M. Pani