Disturbi del sonno, ansia, irritabilità: in tempo di pandemia aumentano i disagi dei minori.

Disturbi del sonno, ansia, irritabilità: in tempo di pandemia aumentano i disagi dei minori.

image_print

Da un anno e più si registrano non solo sul nostro territorio cittadino problemi legati a bambini e adolescenti: ansia, tremori notturni, isolamento patologico, senso di inadeguatezza, depressioni.
In molti casi passeggeri, ma in altri veri e propri drammi familiari, che hanno messo in crisi relazioni e punti di riferimento. Trascinando con sé tutto: scuola, sport, tempo libero. In una parola, la normalità. Non è più solo una sensazione, quella che l’anno di pandemia abbia colpito soprattutto i i bambini e i ragazzi. Parliamo dunque, di DISTURBI DEL SONNO, ANSIA E IRRITABILITÀ.

Gli accessi nei Pronto soccorso pediatrici e nelle Neuropsichiatrie infantili sono lì a testimoniarlo con numeri drammatici: oltre il 30% in più di ricoveri e visite negli ultimi mesi, per lo più legati a tentativi di suicidio, atti di autolesionismo, crisi d’ansia, disturbi alimentari. Stanno soffrendo, i nostri ragazzi, e ora lo danno a vedere: con problemi di salute mentale che
li devastano fisicamente. E con un ritorno preoccupante all’abuso di sostanze e alle dipendenze, che al disagio offrono una risposta tanto immediata quanto pericolosa: droghe, sì, ma anche psicofarmaci, miscugli fai-da-te, giornate intere passate davanti allo schermo di telefoni o videogiochi.

È un pianeta in allerta, quello dei servizi di cura e accoglienza dei piccoli in Campania ma anche oltre.

E da più parti, scuole in testa, si alza il grido di allarme che servono risposte, e subito, all’emergenza relazionale ed educativa dentro cui gli adolescenti sono precipitati, e di cui il Covid è stato solo un detonatore.

Da anni si insiste sul fatto che il sistema dei servizi e delle comunità dovrebbe essere ripensato sulla base anche di questa nuova, delicatissima utenza. L’urgenza è ripensare radicalmente l’accompagnamento dei minori, a partire dalla consapevolezza di quali siano le nuove dipendenze e dalla necessità di investire sullo stesso sistema sanitario affinché si faccia carico meglio e in ogni parte del Paese, non solo nelle Regioni più ricche, della salute mentale dei più piccoli.

Una sfida, coinvolgere sempre più le famiglie, in cui il disagio dei minori trova radici e matura. Sono necessari investimenti concreti e opportune reti di aiuto che sinergicamente programmano e portano avanti un lavoro comune.

Articolo di Ennio Silvano Varchetta