“Sotto chi tene core”. Il nuovo album de La Maschera

Uscirà il prossimo 13 maggio il nuovo attesissimo album della band partenopea “La Maschera”, con ben 9 inediti. Il disco è già stato anticipato dall’uscita dei brani “Sotto chi tene core”, che da titolo all’album, “‘A cosa just mai fossi”  e “Se mai foss”.

«Storie di resistenza, di sentimenti profondi, di gente normale e della loro poesia – racconta Colella, frontman della band. Penso all’amore tra Mirella e Felice Pignataro, da cui nascono il GRIDAS, il carnevale di Scampia, la controscuola. Penso alla vita straordinaria di Thomas Sankara, mai abbastanza ricordato. A grandi amori e grandi ripensamenti. A gesti eroici di uomini semplici. Agli invisibili di tutto il mondo. Penso a loro, al loro grido di battaglia: quattro parole simboliche, un invito a farsi avanti: SOTTO CHI TENE CORE».

Tutti testi che parlano di riscatto sociale e sentimentale, un invito ad alzare lo sguardo e farsi avanti. Storie vere, dove l’urlo di chi non ha voce diventa grido di battaglia. La band  si esibirà domani sera, al Teatro Augusteo alle ore 21,00 per un grande concerto già sold out, già programmato a gennaio ma posticipato a causa Covid. Non vediamo l’ora di sentirli cantare.

Guarda e ascolta:

‘A cosa justahttps://youtu.be/rElNos7tJR8

Se mai fossi (con Vitorino Solomé): https://youtu.be/hW5nyj–rX8

Sotto chi tene corehttps://youtu.be/zqSWBeniDU0

 




“Sotto chi tene core” il nuovo progetto musicale de La Maschera

Cover del nuovo inedito: “Sotto chi tene core”

E’ uscito oggi il nuovo inedito del gruppo napoletano “La Maschera” dal titolo “Sotto chi tene core” etichetta: Full Heads 

Il brano anticipa il terzo album di inediti in uscita a maggio 2022, e va a raggiungere “‘A cosa justa”, struggente ballata su un amore perduto, e “Se mai fossi”, cover del brano “Se tu és o meu amor” di Vitorino, leggenda della canzone popolare portoghese che ha voluto partecipare con band partenopea sia alla registrazione del brano sia alla data napoletana del tour. 

“Sotto chi tene core” racconta quanto fondamentale sia il riscatto sociale ed emotivo, miscelando rock, canzone d’autore e world music. Un invito al farsi avanti a cuore aperto, a un impegno consapevole, che culmina musicalmente in una strumentale esplosiva.

«Quando scrissi “Sotto chi tene core”pensavo a come far incontrare le anime del nuovo disco… pensavo a Thomas Sankara, a Pasquale, a un amico perduto, ad un amore fatto di passione e perseveranza, a Mirella e Felice Pignataro, alle forme di libertà – racconta Roberto Colella, frontman de La Maschera. Ogni cosa mi raccontava una storia di riscatto sociale e sentimentale, un invito ad alzare lo sguardo e farsi avanti. Storie vere, dove l’urlo di chi non ha voce diventa grido di battaglia.

Ecco, oggi esce “l’introduzione” di questo nuovo capitolo… un pezzo di cuore che non vedo l’ora di suonarvi dal vivo!». Il prossimo concerto della band è previsto per l’11 maggio 2022 al Teatro Augusteo di Napoli

Ascolta “Sotto chi tene core” su tutti gli store digitali:

https://bfan.link/lamaschera-coming-soon

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Flo in concerto al Macadam con “Brave Ragazze”

Si terrà il prossimo sabato 29 gennaio, ore 21,30 il concerto che apre il tour di di Flo con “Brave Ragazze” al Macadam, Via Carceri Vecchie 10, San Giorgio a Cremano. L’idea di realizzare “Brave ragazze” nasce dalla lettura del racconto “Le donne muoiono” di Anna Banti. La storia è ambientata nell’iper-futuro dove, a causa di un morbo detto “seconda memoria”, gli uomini vivono tante vite e le ricordano, mentre le donne sono condannate a vivere una vita soltanto. Gli uomini immortali perdono interesse nei confronti della vita, mentre le donne, certe della loro morte, si dedicano all’arte e godono di ogni attimo terreno. Sarà la musicista Agnese a conquistare la seconda memoria e con essa la certezza di poter rinascere.

«Brave Ragazze è il mio primo disco da interprete – racconta Flo. Quando canti ciò che scrivi sai già la verità, sai già come sono andati i fatti. Sai tutto. La sfida è prendere questo tutto e portarlo fuori perché possa appassionare le persone. Qui è stato diverso. Ho dovuto indagare le storie che hanno generato queste canzoni, immaginare traiettorie e motivazioni altrui. Ho dovuto scoprire il tutto di qualcun altro, riempirlo di un significato mio, di una mia verità. Spero di esserci riuscita».  

Melodie emozionanti, ma soprattutto espressioni di un punto di vista femminile, quanto mai indomabile e coraggioso. Tra le “Brave Ragazze ”c’è Leda Valladares, la cantante argentina che registrò canti e preghiere dei “descamisados” perché non andassero perduti e finì i suoi giorni malata di Alzheimer; Gabriella Ferri, la giovane di Testaccio, ironica e sofferente; Violeta Parra, con la sua passione e il suo sacrificio; Gilda Mignonette, la Regina degli emigranti, morta in mare durante la traversata da New York a Napoli, dopo aver espresso il desiderio di morire nella propria città natale e poi ci sono donne di fantasia raccontate nei brani originali.

Il tour proseguirà con le date di Modena (4 febbraio, La Tenda) e Roma (18 febbraio, Auditorium Parco della Musica).

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Maradona e Napoli: una storia d’amore infinita

Tra la fine di ottobre e inizio novembre 2021 ha riscosso un immenso successo la mostra alla Stazione Centrale dedicata a Diego Armando Maradona, il fuoriclasse argentino che a Napoli è diventato immortale e che con il capoluogo campano ha sempre avuto un rapporto speciale. In occasione della morte di questo campione, avvenuta a novembre del 2020, la città di Partenope ha deciso di omaggiare il suo idolo in più occasioni, a testimonianza del fatto che quella tra Napoli e Maradona è una storia d’amore infinita.

FONTE: Unsplash.com

Omaggi al campione argentino

Dopo essere uscito nei cinema a inizio dicembre 2021, in queste settimane è stato inserito nel palinsesto di Netflix “È stata la mano di Dio”, il nuovo capolavoro di Paolo Sorrentino che racconta la Napoli a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. L’ombra di Maradona aleggia sulla vita di tutti i protagonisti e fa da sfondo alle vicende personali di un diciannovenne che si appassiona al cinema e che all’improvviso si ritrova catapultato in vicende più grandi di lui. Quel diciannovenne è un giovane Paolo Sorrentino che con questo film racconta la propria vita, le proprie sofferenze e le proprie speranze legate all’arrivo a Napoli di Diego Armando Maradona. Il campione argentino riuscì a vincere due scudetti, a sovvertire gli equilibri del calcio italiano e a portare al successo un intero popolo che da allora non l’ha più dimenticato. Il legame tra Maradona e Napoli è così profondo che subito dopo la prematura dipartita del Diez, il Comune di Napoli ha deciso di intitolargli lo Stadio San Paolo dove vanno in scena le partite casalinghe del Napoli Calcio che secondo le scommesse sul calcio di dicembre 2021 è, dopo l’Inter, la principale candidata per la vittoria dello scudetto. Napoli non ha dimenticato Maradona e mai lo farà, questo è poco ma sicuro.

FONTE: Unsplash.com

Una serie TV tutta dedicata a questa leggenda

Nel frattempo sul portale online di Amazon Prime Video è stata rilasciata anche la serie TV che racconta la vita, anche extra-calcistica, di Diego Armando Maradona, da molti considerato il calciatore più forte di tutti i tempi. Se sia o meno il più forte di sempre è e sarà sempre oggetto di discussione, ma ciò che è certo è che Maradona è stato uno dei più grandi di sempre, anche per ciò che è riuscito a fare con la squadra partenopea e con la sua Argentina. La vittoria nei Mondiali di Messico ’86 e i due scudetti a Napoli hanno permesso a Maradona di ritagliarsi un posto speciale nella storia di questo sport e ciò in quanto è riuscito a vincere lì dove nessuna c’era mai riuscito.

Queste vittorie hanno fatto sì che Maradona potesse entrare nella leggenda, tanto da essere ancora oggi considerato un personaggio che trascende dall’umano. La  mostra alla Stazione Centrale è solo l’ultimo tributo riservato a un uomo speciale che ha saputo cambiare le regole del gioco, come solo i grandi personaggi della storia dello sport hanno saputo fare, e che lo ha reso una figura immortale per i fan del calcio.




“‘O sud è fesso”: al Trianon, riflessioni sociali in musica

“O Sud è fesso”: domenica 16 gennaio, ore ,19, concerto con Patrizio Trampetti, Jennà Romano e Sandro Ruotolo in cui parole e musica “si rincorrono e si fondono”.

I colori del folk, della poesia e del teatro nutrono come linfa la nostra memoria, fatti dopo fatto, accadimenti dietro accadimento e, così,la musica e la parola rappresentano il mezzo per ripercorrere la storia del Paese.

Nello spettacolo, infatti, la forma reading si alterna alla forma canzone, mentre la musica di tradizione, come le tammurriate e le villanelle, alle sonorità della musica rock e d’autore, con strumenti a corde della tradizione etnica che vanno a unirsi con le sonorità tipiche degli anni Settanta, in particolare con quelle psichedeliche.

Un incontro di forze e di professionalità, nel quale le villanelle si mescolano alle più belle pagine musicali della canzone d’autore italiana.
In primo piano le ritmiche e i colori più moderni, mentre le ballate sono integrate con vigore dalle letture di Ruotolo, che propongono all’attenzione della platea argomenti di notevole risonanza sociale e storica: in primis le morti bianche, sulle quali è più che mai importante e doveroso tenere accesi i riflettori e sollecitare il pubblico ad una riflessione massimamente tesa al cambiamento verso la dovuta e imprescindibile sicurezza sul lavoro.

Sul palco del Teatro del Popolo, un significativo esponente del folk revival come Patrizio Trampetti, tra l’altro fondatore della Nccp e autore di brani per Edoardo Bennato, Francesco Baccini e Gilberto Gil; Jennà Romano, leader dei Letti Sfatti, vincitore del premio Ciampi per la ricerca musicale, collaboratore di artisti come Lucio Dalla, Napoli Centrale, Fausto Mesolella, Erri De Luca, Tricarico, Arisa e Francesco De Gregori; Sandro Ruotolo, giornalista noto al pubblico dei lettori soprattutto per le sue inchieste sulla camorra.

“‘O sud è fesso”, nei brani propone lo storico Canto dei Sanfedisti e le tammurriate. Tra quest’ultimo, la famosissima “Tammurriata nera” che ha da sempre quale protagonista Trampetti, nella versione originale della Nuova compagnia di Canto popolare.

Teresa Lucianelli




“Carosonamente”: Peppe Servillo e Solis String quartet al Trianon

Napoli. Al Trianon Viviani di Napoli, venerdì 14 gennaio, ore 21, “Carosonamente”, concerto con Peppe Servillo e Solis String quartet, formazione composta dai violinisti Vincenzo Di Donna e Luigi De Maio, il violista Gerardo Morrone e il violoncellista e chitarrista Antonio Di Francia.

Come annunciato dal popolare teatro di Forcella, nelle intenzione dei noti artisti, sarà “un omaggio al ‘cantapianista’ più famoso di sempre”, a distanza di cinque anni dall’uscita di ‘Presentimento’, album con il quale, insieme al precedente ‘Spassiunatamente’, “hanno affrontato con dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana”, e ora “propongono il concerto dell’ultimo lavoro discografico, questa volta dedicato a un solo autore: Renato Carosone”.

Emblematicamente, Servillo si chiede, rimandando la domanda al suo pubblico: “Si può prendere a prestito l’aria lieve e scanzonata di un autore profondo e romantico come Renato Carosone? È utile forse e necessario ora più che mai, non per incoscienza ma per amore di quella vita colorata, ironica, spassiunata che nel dopoguerra lui seppe cantare e interpretare. Oltre i titoli famosi proporremo brani meno noti che ci raccontano un Carosone ‘altro’, sempre vitale anche nella narrazione d’amore. Come al solito, nella versione sobria ed elegante dei Solis, speriamo di far apprezzare in controluce la voce di un singolare autore italiano”.

Giuseppe, Peppe, Servillo è cantante, attore, compositore e sceneggiatore .
Nasce ad Arquata Scrivia, 15 ottobre 1960 e
cresce a Caserta. È fratello dell’attore Toni Servillo.
Autodidatta, debutta nel 1980 con gli Avion Travel, di cui è da allora cantante e frontman e con loro, nel 2000, vince il Festival di Sanremo con la canzone “Sentimento”.
Autore di canzoni interpretate da Fiorella Mannoia e Patty Pravo, lo è pure di colonne sonore, oltre che attore cinematografico e teatrale.
Dal 2005 è il frontman del progetto speciale “Uomini in Frac”, concerto-omaggio a Domenico Modugno rivisitato in chiave Jazz. Vengono coinvolti nel progetto eccellenti jazzisti italiani come Danilo Rea, Furio Di Castri, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Gianluca Petrella, Mauro Negri, Cristiano Calcagnile, Roberto Gatto, Marco Tamburini, con la partecipazione speciale di Mimmo Epifani e Giovanni Lindo Ferretti.
Nel 2018 partecipa al Festival di Sanremo dove canta insieme a Enzo Avitabile “Il coraggio di ogni giorno”.

Solis String quartet (Vincenzo Di Donna: Torre Del Greco, 5 agosto 1964, violino; Luigi De Maio, Meta, 20 maggio 1965, violino; Gerardo Morrone, Pompei, 1 marzo 1968, viola; Antonio Di Francia, Pozzuoli, 4 marzo 1961, violoncello, si costituisce nel 1990 grazie ad un’idea di Antonio Di Francia che, insieme a Pasquale Cannavacciuolo (violino) e poi dall’incontro con Gerardo Morrone, decidono di formare un quartetto d’archi per proporre musica non classica.
Iniziano a suonare standard jazz trascritti da Antonio Di Francia e poi pure da Sergio Esposito e Pino Jodice. Al gruppo si aggiunge Agostino Oliviero (violino) e così nasce il Quartetto Moderno che è il nome iniziale del gruppo. A un anno di studio, la formazione esordisce il 6 gennaio 1991 al Teatro Palapartenope di Napoli nel “Concerto per la pace” riferito alla guerra del Golfo.
Poco dopo, dal gruppo esce Agostino Oliviero, sostituito da Giulio Di Francia (fratello di Antonio) e il nome cambia definitivamente in Solis string quartet.
Nel 1992 il Maestro Celso Valli – arrangiatore e produttore artistico dell’album di Claudio Baglioni “Otre” – propone al direttore artistico di Baglioni Pasquale Minieri, il Solis, che vengono ingaggiati per il tour “Assieme”.
Nella ripresa del concerto di Baglioni “ancorAssieme”, esce dal gruppo Giulio Di Francia che viene sostituito da Vincenzo Di Donna.
È del 1994 la partecipazione al tour Europeo al fianco di Adriano Celentano. Mentre nel 1995 propongono ad Edoardo Bennato di realizzare un concerto per quartetto d’archi e voce e, grazie al direttore artistico di Villa Arconati, Dario Zigiotto, esordiscono a Bollate (Milano) nella nota rassegna annuale. L’anno successivo esce dal gruppo Pasquale Cannavacciuolo, sostituito da Luigi De Maio, e nello stesso anno viene realizzato il disco con Bennato “Quartetto d’archi”. Segue una collaborazione di 5 anni con concerti in italia e all’Estero. Oltre alla collaborazione con Bennato, è nel 1996 l’inizio con l’arpista svizzero Andreas Vollenweider, che ha modi di ascoltarli a Basilea con Bennato e propone alla formazione collaborazione e partecipazione in un tour di concerti oltre confine.
Anni anno dopo, con Vollenweider parteciperanno con due brani nell’album Cosmopoly.
Il primo album del Solis string quartet con tutti brani originali scritti da Antonio Di Francia, è datato 2001; sono ospiti del disco: James Senese, Katia Ricciarelli, Rossana Casale e Walter Keiser. Ancora nel 2001, sono sul palco del Festival di Sanremo ad accompagnare Elisa, che vincerà l’edizione, e due premi della critica, con “Luce” – tramonti a nord est.
Nel 2004 la collaborazione con Gianna Nannini per realizzare l’album “Perle”.
Con la canzone “Un discorso in generale”, vincono il Premio della critica Mia Martini, al Festival di Sanremo 2006, con Noa e Carlo Fava e nell’anno pubblicano il secondo lavoro discografico, l’album “Promenade”, distribuito in molti paesi d’Europa allargando la notorietà a livello internazionale. Al disco, collaborano anche Gianna Nannini, Richard Galliano e Noa.
Solis String quartet, partecipa nel 2008 alla realizzazione dell’album dei Negramaro “La finestra”. Nel 2009, l’album R.evolution, composto da 15 canzoni di successo di altri musicisti italiani, che interpretano le rispettive parti vocali, e dal brano strumentale “Viaggiare”, di Antonio Di Francia.
A Sanremo 2010, nella terza puntata, accompagnano la performance di Marco Mengoni; mentre Noa in duetto con Eugenio Finardi, a Sanremo 2012.

Teresa Lucianelli




“Ma perché mi inviti a cena?”: Nicolai e Di Battista al Trianon

Napoli. Viaggio jazzistico tra musica napoletana e i maggiori classici italiani con Nicky Nicolai e Stefano Di Battista: l’appuntamento è al Teatro Trianon Viviani, sabato prossimo 15 gennaio, ore 21.
“Ma perché mi inviti a cena?”: il titolo riprende quello dell’ultimo singolo della coppia d’arte e di vita, al quale ha collaborato il paroliere Pasquale Panella, già noti quale coautore di Lucio Battisti nel suo ultimo periodo votato all’elettronica.
Ad accompagnare la cantante e il sassofonista saranno Andrea Rea al pianoforte, Dario Rosciglione al basso, Luigi Del Prete alla batteria.
Impegnato nel tour europeo con lo spettacolo Morricone’s stories, Di Battista sta dedicando questo periodo al tour italiano insieme al suo quartetto.
Chiaro ed efficace, il messaggio sotteso al concerto: la perdita del valore sociale dello stare a tavola. Se per gli antichi romani la cena era il simposio, l’essere insieme e il parlare guardandosi, oggi invece si è persa questa preziosa dimensione, in quanto “Tutto è tavolo e piattezza sul tavolo: questioni, problemi, problematiche, intellettualismi. Ma non c’è sugo e non c’è gusto, solo chiacchiere. Solo un po’ di sciapa rissa tutti intorno alla tavolata televisiva del talk show e pure in collegamento da remoto, neppure viso a viso come certe cenette da lontano, con il piatto e con lo schermo sotto gli occhi” – osserva Panella e continua: “Ma perché mi inviti alla riunione serale del consiglio dei ministri, al vertice notturno tra sindacati e patronato, all’assemblea condominiale a tarda ora, alla congiura carbonara, però niente guanciale né uova, pepe, sale e pecorino? Ma perché mi inviti a cena, quando poi non si quaglia, né alla boscaiola né alla diavola?”.

Teso alla promozione di spettacoli incentrati prevalentemente sulla Canzone napoletana della quale vuole rappresentare il massimo teatro, il Trianon Viviani propone la sottoscrizione di una card, con la quale lo spettatore potrà assistere a sei serate/pomeridiane, al prezzo speciale di € 90 in poltrona e di € 60 in palco, scegliendoli liberamente dal cartellone. Per il pubblico giovanile, cioè “under 30”, il teatro rende disponibile, per ogni spettacolo, cento ingressi eccezionalmente a € 10. Inoltre, un miniabbonamento del tutto particolare è dedicato agli abitanti di Forcella: si tratta di un lotto di cinquanta biglietti per ogni spettacolo, disponibili allo speciale prezzo ridotto di soli € 7, sottoscrivibile però soltanto al botteghino del teatro, che è aperto al pubblico dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13.30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 13.30.
Invece, i miniabbonamenti e i biglietti sono acquistabili anche presso le prevendite autorizzate e online sul circuito AzzurroService.net.
Informazioni: teatrotrianon.org, tel. 081 2258285.
Per entrare in teatro è obbligatorio esibire il super green pass (ovvero “green pass rafforzato”) e indossare la mascherina.

Teresa Lucianelli




“Boccamara” il nuovo singolo di Flo con Peppe Servillo

Esce oggi il nuovo brano di Flo feat. Peppe Servillo dal titolo “Boccamara”, che anticipa l’uscita del nuovo album “Brave Ragazze”, il prossimo 14 gennaio 2022, etichetta SoundFly, dedicato alle donne della musica più coraggiose del mondo latino. Un duetto ironico, pungente e pieno di teatralità, tra un inconfondibile Peppe Servillo e Flo, che ancora una volta si conferma una delle voci più espressive della musica italiana. Boccamara riprende lo spirito degli antichi canti a dispetto della tradizione orale campana, sebbene con una forma e un timbro contemporanei – racconta Flo. La storia è quella di una donna ferita, indispettita, con la bocca amara, ma così amara che potrebbe avvelenare il traditore con un piccolo morso. Una canzone felina perché è sinuosa nell’andamento strumentale e seduttiva nel canto. Proprio come una gatta”. Ancora una volta al suo fianco il polistrumentista Michele Maione, che ha arrangiato l’intero album, oltre a suonare percussioni e tamburi a cornice, consolidando ancora e di più un felice sodalizio iniziato sotto l’egida di Claudio Mattone nel 2008. Cantautrice e attrice di teatro, Flo è un’ artista che seduce grazie ad una vocalità viscerale e una scrittura originale e suadente. Ha ottenuto riconoscimenti in ambito musicale e  ha realizzato colonne sonore per il cinema e il teatro, inoltre  ha inciso e condiviso il palco con Stefano Bollani, Paolo Fresu, Peppe Servillo, Enrico Rava, Jorge Hernandez, Luca Aquino, Vincenzo Zitello, Elena Ledda e Paolo Angeli.In teatro è stata protagonista di spettacoli musicali e di prosa, diretta da registi come Alfredo Arias, Mimmo Borrelli, Davide Iodice, Massimo Luconi, Claudio Di Palma, mentre attualmente è al fianco di Daria Bignardi nel reading “La coscienza dell’ansia”.

Ascolta in digital store su questo link:

https://soundfly.lnk.to/Boccamara

 

 

 




“Pure si fosse”. Il nuovo brano di Francesco Forni

E’ in uscita il prossimo 29 novembre il nuovo singolo di Francesco Forni : “Pure si fosse”, che anticipa l’uscita del nuovo album nella primavera del 2022, dal titolo “Una Sceneggiata” etichetta SoundFly. Il testo, scritto e arrangiato dall’artista,  è una tammorriata rock contemporanea dove convivono strumenti e suoni del passato della tradizione musicale napoletana come le tammorre, i tamburelli, il liuto, le castagnette, insieme a suoni di chitarra e basso immersi nel fuzz.

Una particolare storia d’amore cantata da chi cerca di ritornare, cerca di smentire le bugie che ha detto anche se da per scontato che non verrà creduto, per cui le riscatta con altrettante verità, altrettanto pesanti.  Strofe intime si alternano a ritornelli che sembrano avere il suono di un’esortazione corale, a parti strumentali in cui si può apprezzare la potenza e il graffio psichedelico del fuzz che avvolge i riff di chitarre e bassi.  Una carriera ricca di produzioni, quella di Francesco Forni, dedicata alla composizione delle colonne sonore per il teatro e per il cinema, fra queste si ricordano  “Don Chisciotte” di F. Niccolini con Alessio Boni, e Serra Yilmaz in tour fino al lockdown di marzo 2020, “Gatta Cenerentola” e “L’arte della felicità” di Alessandro Rak, e “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino. Ha ricevuto inoltre il premio per la migliore interpretazione di un brano di Andrea Parodi (Inghirios) al Premio Parodi 2021.

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Cittadinanza onoraria al cantautore Michele Pecora

Lo scorso venerdì 5 novembre ad Agropoli (provincia di Salerno), il consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria della città a Michele Pecora. La proposta era stata lanciata lo scorso agosto dal sindaco Adamo Coppola a margine di un apprezzatissimo concerto tenuto dal cantautore presso il castello angioino aragonese. L’idea fu accolta tra gli applausi del pubblico agropolese che, anche se a distanza, negli anni ha sempre seguito con interesse ed orgoglio la sua carriera.

“Tutto è iniziato ad Agropoli…” – sorride Michele – E’ raro se non unico immaginare che un ragazzo giovane che aveva lasciato la sua casa natia già da piccolo, poi arrivi al successo discografico nazionale, proprio grazie alla forza di quel ricordo, di quei sapori, di quegli odori. Quella terra mi aveva regalato la poesia e la forza della sua storia, del suo paesaggio, il senso di appartenenza… un punto di riferimento nella mia vita e nella mia carriera”. L’artista aveva scritto un brano in diletto cilentano un paio di mesi fa, il testo dipinge alcuni luoghi precisi di Agropoli e del Cilento e che per oltre 40 anni è stata la sua casa, la sua ispirazione. “Uscirà prossimamente,” – precisa – “era nel cassetto, in lavorazione, ma dopo questo sigillo, sono ancora più emozionato di poterlo presentare al grande pubblico e condividere con tutti… Sono un uomo fortunato per essere nato in questa magnifica terra di cui conservo oggi come ieri la poesia, l’emozione, la forza e il colore del suo mare, i suoni della sua gente che oggi, ancor di più, è anche la mia! Grazie Agropoli”. 




Riuscita Anteprima musicale alla Reggia di Caserta

Caserta. Applausi e ancora applausi per l’anteprima di Autunno Musicale 2021, evento inserito nel piano di valorizzazione partecipata del Sito vanvitelliano, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, che di è svolto nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta.
“matinée mozartiano” con l’Orchestra da Camera di Caserta diretta da Antonino Cascio e la partecipazione della violinista Maria Solozobova e del duo pianistico Marco Sollini e Salvatore Barbatano, che hanno eseguito i  brani di Mozart: la Sinfonia n. 10 KV 74, il Concerto n. 5 per violino e orchestra KV 219 e il Concerto per due pianoforti e orchestra KV 365.
Il concerto è una co-produzione dell’Orchestra da Camera di Caserta e di Armonie della Sera / International Music Festival e sarà replicato lunedì 27 settembre alle ore 21 presso il Teatro “Vaccaj” di Tolentino (MC).
Affluenza di qualità e anche tanti appassionati  giovani e meno giovani che hanno potuto usufruire di questa opportunità inclusa nel costo del biglietto d’ingresso al Complesso Vanvitelliano o abbonamento.
L’Orchestra da Camera di Caserta ha collaborato anche con Severino Gazzelloni, Pierre Pierlot, Gervase de Peyer, Maxence Larrieu, Jorg Demus, Lya De Barberiis, Mario Ancillotti, Edward H. Tarr, Peter Lukas Graf, Rodolfo Bonucci, Bruno Canino, Michele Campanella, Massimiliano Damerini, Cristiano Rossi, Andras Adorjan, Susan Milan, Claudia Antonelli, Alain Meunier, Paolo Bordoni, Rocco Filippini, Alexei Volodin, Herbert Schuch, Sir James Galway, Xavier de Maistre, Sergey Nakariakov. Ha proposto inediti di da Capua, Sacchini, Sarro, Jommelli, Anfossi e Viotti. Ha tenuto concerti in Italia ed all’estero – Festival Cantelli, Festival Paganini, Vienna, Salisburgo / Mozarteum, Bratislava / Filarmonica – e ha suscitato lusinghieri apprezzamenti.
Fondatore e direttore dell’Orchestra è Antonino Cascio, ha studiato PIANOFORTE con Roberto Daina, Composizione con Antonio Ferdinandi e Direzione d’Orchestra con Nicola Samale, Massimo Pradella, Franco Ferrara, Lucacs Ervin e Karl Osterreicher. Con l’Orchestra da Camera di Caserta, da lui fondata e con cui svolge prevalentemente l’attività concertistica, ha collaborato con solisti noti, ha partecipato ad importanti festival e stagioni concertistiche in Italia ed all’estero ed ha proposto programmi collegati alla sua attività di ricerca. Annovera collaborazioni con altre orchestre, tra cui il Prague Collegium, l’Orchestra del Teatro Nazionale e del Conservatorio di Praga, il Gustav Mahler Ensemble Wien, l’Orchestra della Radio Televisione Rumena e la Zagreb Chamber Orchestra. È direttore artistico dell’Autunno Musicale di Caserta e docente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli.
Maria Solozobova, che si è formata a Mosca, alla Scuola di Musica Gnessin e al Conservatorio Tchaikovsky, diploma con lode. Si è perfezionata  alle Hochschule di  Zurigo con Zakhar Bron e Basilea con Raphael Oleg.
Insegna alla Hochschule di Losanna e suona un violino di Nicolò Gagliano del 1728.
Al suo attivo premi in molti concorsi internazionali: Johannes Brahms in Austria, Mozart di Zurigo, Tibor Varga di Sion e Rodolfo Lipizer di Gorizia.
Tournée in vari stati: Taiwan, Giappone, Sud Africa, Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Austria, Svizzera, Germania, Italia, Spagna, Cipro, Turchia, Slovenia, Romania e Russia, in sale prestigiose tra cui la Tonhalle di Zurigo, lo Stadtcasino Basel, la Victoria Hall di Ginevra, la Berliner Philharmonie, la Koelner Philharmonie, la Great Hall del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, la Konzerthaus di Vienna e La Filarmonica di Lubiana.
Diretta da Vladimir Spivakov, David Zinman, Vladimir Fedoseyev, Vladimir Jurowski, Daniel Raiskin, Muhai Tang, Peter Csaba, Howard Griffiths e Michael Hofstetter, ha suonato con varie orchestre: Taipei Philharmonic, Baden-Baden Philharmonic, Wuerttembergische Philharmonie, Cape Town Philharmonic, Basel Symphony, Lucerne Festival Strings, Zurich Chamber, Camerata Zurich, Zurich Symphony, Geneva Chamber, de la Suisse Romande, le Filarmoniche di Lubiana, Rumena e di Mosca; da Camera di Mosca e Sinfonica Tchaikovsky di Mosca. Ha inciso per Antes e Sony Classical.
Marco Sollini & Salvatore Barbatano: il Duo ha tenuto concerti in importanti contesti – Schouwburg Festival di Jakarta, International Music Festival di Santorini, Filarmonica di Oslo, la Kursaal di Bad Wildbad, Interfest di Bitola, il Kamerfest di Pristhina, Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, Istituto Italiano di Cultura di Budapest, Sala Preporodna di Zagabria, Baroque Festival de La Valletta. Ha registrato musiche di Cilea, Leoncavallo e Mascagni per la Radio Vaticana, diffuse pure da Euro radio – per Rai Radio tre. Per Amadeus ha inciso concerti di Bach e Mozart con l’Orchestra delle Marche diretta da Francesco d’Avalos e I Solisti Veneti di Claudio Scimone; per la Concerto Music Media, l’integrale delle composizioni per pianoforte a quattro mani di Sergey Rachmaninov, premiato con cinque stelle da Amadeus, opera per pianoforte di Pietro Mascagni e musiche da camera di Rossini insieme a solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, concerti di Mozart e Poulenc. Tra le composizioni dedicategli: il Carnevale Napoletano e le Mille e una notte di Patrizio Marrone, l’Allegro brutale con Pavana di Sergio Calligaris, la Suite Fermo.
Il Duo si è costituito nel 2004 dall’incontro di Marco Sollini, pianista dalla ricca carriera internazionale solistica e cameristica che ha  collaborato con artisti di fama come: Bruno Canino, Antonio Ballista, Alain Meunier, Paola Pitagora, Elena Zaniboni, Quartetto della Scala; e Salvatore Barbatano, giovane pianista dalla profonda sensibilità e brillante tecnica che lo distinguono.
(Immagine Michele dall’Ongaro)

Teresa Lucianelli



Chiusura “Summer Concert”

Suggestivi itinerari musicali in di Terra di Lavoro

Casertavecchia, Aversa, Piedimonte Matese, Carinola, S. Potito Sannitico, Caiazzo, Teano, S. Angelo in Formis

Summer Concert, dino al 19 Settembre 2021 a Casertavecchia, Aversa, Piedimonte Matese

Carinola, S. Potito Sannitico, Caiazzo, Teano, S. Angelo in Formis

direzione artistica – Antonino Cascio

Gli appuntamenti di oggi, sabato 18 e di domani, domenica 19 settembre a

Casanova di Carinola, Teano

18 SETTEMBRE, ALLE ORE 20

CONVENTO DI SAN FRANCESCO DI CARINOLA

per la sezione Pocket orchestra

IL DUO PIANISTICO SENA FINI & PIETRO GIORGINI

19 SETTEMBRE, ALLE ORE 11

MUSEO ARCHEOLOGICO DI TEANO

per la sezione Guitar Festival – Alma latina

DUAL DUO

Mauro Caturano E Maria Giovanna Siciliano Iengo

19 SETTEMBRE, ALLE ORE 20

CONVENTO DI SAN FRANCESCO DI CARINOLA

per la sezione Piano Festival

MARCO CIAMPI

Per gli ultimi due appuntamenti di Summer Concert, Itinerari musicali in Terra di lavoro, a cura dell’Associazione Anna Jervolino e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica del M. Antonino Cascio, concerti per pianoforte e chitarra.

A concludere la rassegna in programma sabato 18 settembre (ore 20,00) al convento di san Francesco di Carinola, per la sezione Pocket orchestra, il duo pianistico Sena Fini & Pietro Giorgini con un repertorio dedicato alle musiche di Mendelssohn, Beethoven, Gershwin, Rachmaninov, Moszkowski

Domenica 19 settembre alle ore 11, nella sede del Museo archeologico di Teano per la sezione Guitar Festival – Alma latina, il clarinetto di Mauro Caturano e la chitarra di Maria Giovanna Siciliano Iengo del Dual Duofaranno risuonare le musiche di Astor Piazzolla, Ruperto Chapì, Manuel de Falla. E ancora domenica sera alle 20, invece, presso il Convento di S. Francesco-Casanova di Carinola, per la sezione Piano Festival, Marco Ciampi al pianoforte eseguirà musiche di Liszt e Rachmaninov.

QUESTI GLI ARTISTI

Sena Fini & Pietro Giorgini

Devono la loro formazione pianistica a Giorgio Carmassi e Oxana Yablonskaya e, come duo, a Pierpaolo Maurizzi, al duo pianistico Anthony e Joseph Paratore, nonché a Stanislava Varshavski, Diana Shapiro, Claire Aebersold e Ralph Neiweem. Premiati all’United States International Piano Duo Competition per la migliore interpretazione della musica di Shostakovich, hanno tenuto concerti in Italia, Europa e Usa, ospiti di importanti festival, tra cui il Two Pianos Festival di Chicago ed hanno inciso vari cd per le case discografiche Hog e Lm.

Dual Duo

Composto dal clarinettista Marco Caturano e dalla chitarrista Maria Giovanna Siciliano Iengo, trae ispirazione, per la denominazione, dal dualismo della filosofia platonica: contrapposizione fra realtà corporee (il musicista, l’esecutore e lo strumento) e il mondo delle idee (il suono e l’opera musicale). Dall’esperienza maturata attraverso la collaborazione con grandi personaggi del cinema, del teatro, della musica jazz, nasce il progetto discografico Tango Tales con musiche di Astor Piazzolla, con l’intento di trasporre scenicamente, attraverso i suoni, la musica dell’autore, creando tensioni, emozioni e gesti come due ballerini: la gioia del momento e la tristezza di un tempo lontano. Ospite di importanti istituzioni musicali regionali quali la Società dei Concerti Ravello e il Convivio Armonico di Napoli, il Duo ha riscosso lusinghieri apprezzamenti: “…la chitarrista Maria Giovanna Siciliano Iengo ha suonato con un tocco pieno di delicatezze sofisticate, con una grande varietà di colori, utilizzando le proprie capacità tecniche per una pura ricerca musicale, unendo il pensiero con l’emozione e il virtuosismo con la poesia. Bellezza e profondità di suono, massima chiarezza nel fraseggio, tecnica poderosa ed uno slancio espressivo per il clarinettista-compositore Mauro Caturano…”

Marco Ciampi

Ha studiato con Annamaria Pennella e si è perfezionato con Aldo Ciccolini, Andrea Lucchesini, Orazio Maione, Michele Marvulli, Antonio Pompa-Baldi, Riccardo Risaliti e Paolo Spagnolo. Primo Premio in vari concorsi pianistici nazionali e internazionali, nel 2008 ottiene il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale al Melboume Italian Festival ed è stato anche tra i finalisti del Sydney International Piano Competition. Ha tenuto concerti presso importanti sale – International House of Music di Mosca, Carnegie Hall di New York, Seymor Theatre di Sydney, Sala Felipe Villanueva di Toluca, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Coccia di Novara, e ancora in Francia, Gran Bretagna, Messico, Stati uniti, Germania, Norvegia, Spagna, Romania, Serbia, Macedonia, Belgio. Ha registrato per Rai 3, Radio ABC Classic, Radio Televisione Serba, Radio Vaticana, Radio Classic Moscow. Ha collaborato con Luis Bacalov, il Quartetto del Teatro di San Carlo di Napoli la Camerata di San Pietroburgo, l’Orchestra di Stato del Messico, la Milli Reasurans Istanbul Chamber Orchestra, l’Orchestra Philharmonia Mediterranea e la Filharmonia di Istanbul e nel 2018 ha pubblicato per la rivista Amadeus un cd con musiche di Rachmaninov. È docente di Pianoforte presso il Conservatorio di Avellino.

18L’ interessante rassegna è a cura dell’Associazione Anna Jervolino e dell’Orchestra da Camera di Caserta, con la direzione artistica del M. Antonino Cascio.

È realizzata con il contributo del Mic – Direzione Generale Spettacolo e dalla Regione Campania ai sensi del DM 27 Luglio 2017 e della ex LR 6/2007, fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Mede; si avvale della collaborazione della Direzione Regionale Musei Campania per Museo archeologico di Teano, dei Comuni di Caiazzo, Teano, Piedimonte Matese e Carinola e di vari organismi culturali: l’Associazione Sidicina Amici del Museo di Teano, Club per l’Unesco di Caserta, Associazioni Monte Carmignano per l’Europa, Gaetano Filangieri e Byblos e del Comitato per il Centenario di Enrico Caruso di Piedimonte Matese.

UNO SGUARDO ALLE LOCATION

Il Convento di S. Francesco a Casanova di Carinola, risale al XIII secolo. Fu fondato dai seguaci di Francesco d’Assisi o forse da egli stesso che di sicuro vi si fermò per diverso tempo (lo storico Luca Wadding segnala la presenza del Santo nell’anno 1222). Ancora oggi vi si trova ben conservata la grotta scavata nella roccia che fu giaciglio del Santo. Interamente costruito in muratura di tufo grigio, il Complesso si compone della Chiesa a due navate e del Convento arricchito dal pregevole chiostro.

All’interno della Chiesa spiccano l’arco trionfale a sesto acuto, la monofora sulla parete frontale dell’abside ed un affresco raffigurante l’Annunciazione di Maria.

Il Chiostro presenta una struttura quadrangolare con volte a crociera a sesto acuto che si aprono sulla corte centrale e con affreschi sulle pareti laterali i cui soggetti sono ispirati alla vita di S. Francesco. Notevoli anche gli affreschi del refettorio attribuibili alla scuola giottesca.

Il Museo archeologico di Teano è ospitato all’interno del complesso monumentale tardo gotico detto del “Loggione e Cavallerizza”, appartenuto alla famiglia Marzano, che fu edificato nel XIV secolo nell’area del castello alto medievale ed ebbe funzioni politiche e civili. L’edificio ospita oggi i reperti rinvenuti durante le campagne di scavo dell’abitato e del territorio di Teano, anticamente abitato dalla popolazione italica dei Sidicini, stanziato al confine tra il Lazio meridionale e il territorio dei Sanniti. Il percorso di visita si sviluppa in sette sale, secondo un percorso cronologico e tematico che abbraccia circa tre millenni di storia. Nel Museo sono esposti i reperti provenienti dagli scavi nel centro antico e nel territorio di Teanum Sidicinum, abitato da una popolazione italica parlante l’osco che sviluppò una propria originale cultura figurativa sin dal VI secolo a.C.

I nuclei principali sono costituiti dagli oggetti votivi deposti nei santuari, in particolare dall’area sacra sorta in località Loreto e dal santuario del villaggio di località Fondo Ruozzo, che ha restituito statuette, vasellame, ceramica miniaturistica, ex voto raffiguranti animali e prodotti della terra. La densità e la ricchezza della popolazione sidicina è, inoltre, testimoniata dai corredi funerari delle necropoli sia dei villaggi, sia cittadine, con materiali che vanno dalla fine del VI secolo a.C. alla piena età imperiale romana. Il Museo ospita anche una sezione dedicata agli scavi urbani, tra i quali l’intervento di maggiore respiro è costituito dal recupero del teatro romano: posto in un’area centrale della città, conserva quasi integralmente la cavea e l’edificio scenico con la sua sfarzosa decorazione architettonica e scultorea. Di particolare interesse anche il mosaico con raffigurazione dell’Epifania che costituisce la più antica attestazione di tale tema in Italia su mosaico.

L’ingresso ai concerti è con prenotazione tramite invio e-mail a info@autunnomusicale.com

Armando Giuseppe Mandile