Coronavirus: sono 73.880 i positivi. Protezione Civile aggiornamento delle ore 18

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile. Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 73.880 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 97.689 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 25.392 in Lombardia, 10.535 in Emilia-Romagna, 7.251 in Veneto, 7.268 in Piemonte, 3.160 nelle Marche, 3.786 in Toscana, 2.279 in Liguria, 2.362 nel Lazio, 1.556 in Campania, 1.293 nella Provincia autonoma di Trento, 1.432 in Puglia, 1.141 in Friuli Venezia Giulia, 1.034 nella Provincia autonoma di Bolzano, 1.330 in Sicilia, 1.169 in Abruzzo, 897 in Umbria, 539 in Valle d’Aosta, 582 in Sardegna, 577 in Calabria, 197 in Basilicata e 100 in Molise.

Sono 13.030 le persone guarite. I deceduti sono 10.779, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.




Campania: 1.752 casi. Allarme sociale. Proteste per divieto ristorazione

Aumentano le richieste di aiuto alimentare. Prorogato lo stop per bar, pasticcerie, ristoranti e negata nuovamente l’attività con consegne domiciliari: proteste sui social. Iniziative solidali per fasce deboli. Da lunedì, mascherine per farmacisti. Picco settimana prossima, previsti più di 3mila contagi per Domenica delle Palme

In Campania 112 decessi; effettuati 1086 tamponi, positivi: 170 su 1752, 11679 in totale, mentre si attende il picco che dovrebbe portare a 3mila casi

Allerta per l’ ALLARME SOCIALE nella regione, che monta giorno dopo giorno: gli episodi di “reati per fame” sono diventati quotidiani. Parallelamente alla preoccupante crescita delle richieste al BANCO ALIMENTARE che ha è arrivata al +40%, si susseguono a ritmo continuo furti delle buste con la spesa, ai fattorini che consegnano a domicilio per supermercati e pure ai volontari che aiutano soprattutto gli anziani e le altre persone che non possono allontanarsi da casa per motivi conclamati.

CONFERMATO su tutto il territorio regionale lo STOP per la RISTORAZIONE, bar, pasticcerie, pub, pizzerie e ristoranti fino al 14 aprile. Proroga del divieto anche con riferimento alla consegna a domicilio, provvedimento che genera numerose proteste sui social, fa molto discutere e trova concordi i titolari delle aziende di settore come la gran parte dei consumatori. In atto raccolta firme a riguardo, per sollecitare le autorità a concedere la possibilità di riaprire le attività ristorative, laboratori e bar con esclusivo sevizio domiciliare.
Nella nuova ordinanza del governatore De Luca “i supermercati e gli altri esercizi di vendita di beni di prima necessità possono effettuare consegne a domicilio soltanto di prodotti confezionati e da parte di personale protetto con appositi dispositivi di protezione individuale”. È vietato lo svolgimento “di fiere e mercati per la vendita al dettaglio, anche relativi ai generi alimentari”.

Molte FAMIGLIE sono economicamente in DIFFICOLTÀ: la maggioranza delle aziende sono ferme, come le attività commerciali, escluse soltanto poche categorie essenziali. Tutti sono stati costretti a chiudere i battenti per contenere il contagio e scongiurare una carneficina. Imprenditori sull’orlo del fallimento. Una situazione davvero drammatica.
Molte le contestazioni a riguardo. In profonda crisi l’economia della regione e dell’intero Mezzogiorno.
Si trovano nella impossibilità di comprare i generi di prima necessità moltissimi abitanti: i tantissimi a nero, tutti coloro che si arrangiavano procurandosi un po’ di euro per fare la spesa quotidiana; è aumentato spaventosamente di fatto il numeri degli indigenti.
E giungono ancora notizie dei furti ai negozi di alimentari, alle farmacie e degli assalti ai supermercati, degli scippi delle buste con la spesa dalla Sicilia alla Campania, alla Puglia, e pure in Emilia Romagna e Lombardia e nelle altre regioni del centro Nord comincia a dilagare il fenomeno dei reati per fame.
“L’esercito di disperati invisibili si prepara a combattere la guerra contro la fame” si legge da più parti sui social: gruppi su Facebook si danno appuntamenti.
La prossima manifestazione sociale, ritenuta da alcuni un “assalto” darebbe fissata per il 3 aprile prossimo.
Nel Meridione, 4 milioni di persone sopravvivono di SOMMERSO, prevalentemente appunto lavoro nero che se mantiene da anni la cosiddetta “pace sociale”, ora sul filo del rasoio, è pure vero che ha ulteriormente penalizzato il Sud, portando a una grave e indignitosa condizione di impoverimento. Una situazione vergognosa per l’Italia e i vari Governi che si sono succeduti, senza neppure tentare di risolvere a monte il problema: lavoro! E ancora lavoro che manca. Manovalanza sfruttata a costi bassissimi anche a Nord e al Sud spesso su commissione delle aziende settentrionali ed estere. In troppi casi, questa realtà aberrante ha foraggiato il malaffare, la malavita organizzata, con risultati sempre più disastrosi.

Per aiutare gli INDIGENTI e gli ANZIANI impossibilitati a muoversi di casa e comunque per i quali non è consigliabile uscire perché gli effetti devastanti del virus su loro sono più pericolosi e spesso mortali, si sono organizzati diversi comuni della Campania o, almeno, hanno tentato di farlo.
Il sindaco di Portici, tra i tanti, aveva comunicato nominativi e recapiti telefonici dei negozi di alimentari disponibili a consegnare la spesa a casa. Servizio di fatto bloccato con l’obbligo imposto dalla Regione Campania della consegna solo di frutta e verdura confezionate all’origine: in pratica tra i tanti esercizi, nessun fruttivendolo può più effettuarla. In tanti si chiedono “che differenza ci sia tra l’andare nel negozio, ordinare 3 kg di arance, 1 kg di mele e 2 di patate ecc ricevendo la busta con la spesa dal commesso e portarla personalmente a casa, e invece riceverla a domicilio da personale dotato di mascherina?”. Idem per le salumerie, ecc. Non si contano similari domande sui social, espressione del malcontento a riguardo.
“Un altro regalo, l’ennesimo danno dei piccoli negozianti” commentano i titolari di tante rivendite e moltissimi cittadini sono con loro.
“Considerato che nei supermercati possono essere venduti i prodotti freschi da banco, al taglio, praticamente ben poca differenza, comunque nessuna sostanziale tra i servizi a domicilio forniti”.
“Piuttosto, i titolari di ristoranti e bar sono drammaticamente penalizzati, mentre quelli di supermercati e alimentari si stanno praticamente arricchendo, e con quali misure sostanziali di prevenzione che non potrebbero essere adottate anche dai ristoratori, pasticcieri, ecc…?” – si afferma da più parti.

Sul fronte degli aiuti, comuni, parrocchie particolarmente attive, associazioni e fondazioni si sono organizzati e su stanno attrezzando per distribuire panieri acquistati dagli enti o donati da imprenditori, carrelli solidali con prodotti vari alimentari a lunga conservazione, raccolte fondi per i bisognosi.

Continuano a fare notizia le drastiche le recenti dichiarazioni del governatore regionale DE LUCA che paragona con concrete motivazioni l’emergenza corinavirus a una guerra e ha sollecitato l’attenzione di tutti gli abitanti della regione oltre che degli organi preposti..
“Aumento dei prezzi, corsa all’accaparramento dei beni… sul mercato farmaci inutili… assalto a forniture che dovevano arrivare nelle nostre zone”.
E ricorda le forniture diretta in Italia e quelle in Campania, bloccate alla frontiera o non consegnate in regione. “Il problema è enorme e drammatico” il presidente chiarisce: “Sono state prese misure severe che hanno come obiettivo garantire la principale libertà che è quella di vivere… Ho una sola riserva: sarebbe stato più efficace prendere misure severe anche prima: come abbiamo fatto in Campania noi”.
Accesa la polemica con governo e Protezione Civile, con dura risposta di quest’ultima: “…ho lanciato un appello al governo per le forniture che non arrivavano e l’ho fatto a voce alta perché ci sono momenti nei quali bisogna essere diretti”.
“…dobbiamo parlare chiaro in tempo utile. Non preoccuparci se qualcuno non capisce il tono che usiamo. Abbiamo alzato la voce per l’emergere di criticità pericolose, per farci sentire. La Lombardia è la priorità assoluta certo, ma dopo c’è una seconda priorità: se esplode l’epidemia al Sud sarà un disastro e crollerà tutto. Quindi aiuto prioritario a quelle realtà dove la crisi è esplosa, ma nel contempo bisogna fare assolutamente in modo che non succeda la stessa cosa nel Mezzogiorno” ha precisato Vincenzo De Luca, confermando solidarietà a Governo e PC ma sottolineando ulteriormente l’urgenza dei supporti indispensabili al Sud per salvare vite umane.
Il governatore stigmatizza inoltre che il materiale inviato “servirà per 24-48 ore. Servono altre forniture subito” e aggiunge: “Se c’è un impegno che non può essere mantenuto ci sia detto!”

Il PICCO dell’emergenza arriverà alla fine della prima settimana di aprile con più di 3mila contagi in totale, a quanti previsto dall’Unità di crisi della Regione Campania.
De Luca afferma: “ci stiamo preparando, ce la possiamo fare, ma servono forniture… per essere pronti quando avremo non 1.700 ma più di 3mila contagi. A condizione che ogni livello faccia la sua parte” – sottolinea e si espone personalmente per quanto riguarda la Campania: “Garantisco che ce la facciamo al netto delle forniture che devono arrivare dal Governo e dalla Protezione Civile… andrà bene a condizione che tutti facciano la propria parte fino in fondo” ripete ed esorta la popolazione: “Cittadini, aiutateci ad aiutarvi”.
Soltanto 15 ventilatori polmonari a fronte di 603 richiesti per una Regione che conta ben 5,9 milioni di abitanti! Zero caschi C-PAP dei 1000 richiesti. Guanti, camici per tutelare il personale medico, paramedico, ausiliari, volontari ecc..? Quando arriveranno dalla Protezione civile? Per non parlare dell’invio di mascherine inutili, che ha scatenato la denuncia del governatore De Luca: gli abitanti della Campania devono sapere cosa sta accadendo perché non possiamo arrivare senza armi allo scontro decisivo con il virus!

Nel dettaglio, per quanto riguarda i tamponi effettuati in Campania, ultimi in ordine di tempo, all’Ospedale Cotugno di Napoli, ne sono stati esaminati 426 di cui 73 risultati positivi; Ospedale Ruggi di Salerno: 242 tamponi di cui 16 risultati positivi; Moscati di Aversa: su 25 tamponi, nessun positivo; Moscati di Avellino: 117 tamponi, di cui 21 positivi; San Paolo di Napoli: 63 tamponi di cui 16 positivi; Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli: analizzati 67 tamponi, di cui 13 positivi; Santa Maria della Pietà di Nola: 62 tamponi di cui 11 positivi; Azienda ospedaliera San Pio di Benevento: 25 tamponi di cui 10 positivi; Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno: esaminati 59 tamponi di cui 10 positivi.
Questi gli ultimi dati ufficiali comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Campania

In tema di prevenzione contagio, da lunedì, verranno consegnate le mascherine di protezione ai farmacisti della Campania.
Il piano rientra nella necessità di mettere in sicurezza un servizio essenziale, quale è quello farmaceutico, in cui gli addetti al banco sono a diretto contatto continuativo con il pubblico, quindi particolarmente esposti al rischio di contagio, oltre che alla rapine di cui costituiscono bersaglio anche e comunque negli ultimi tempi.
Si ricordano in proposito da un lato i numerosi casi di contagio da Covid-19 registrati in queste settimane e dall’altro i ripetuti episodi delinquenziali.

Teresa Lucianelli




Covid19: REM, buoni spesa, fame e reati. Violazioni. Grave blocco adozioni animali

Reddito di emergenza da 600 euro pure a precari e irregolari, buoni spesa: i criteri. Indennizzi ai professionisti. Proteste, rapine e furti di viveri da parte degli indigenti, soprattutto a Sud. Violazioni decreti: i numeri più recenti. Per blocco trasporti e staffette: rifugi animali ai limiti della sopravvivenza, occorre urgentemente cibo e sblocco delle consegne

FAME e REATI. Si susseguono proteste e tumulati da parte dei tanti indigenti, furti di generi alimentari nei supermercati, sottrazioni di carrelli pieni di viveri, scippi in strada delle buste con la spesa, rapine alle farmacie. Episodi che si verificano con prevalenza al Sud dove la situazione economica è particolarmente drammatica e tende ad aggravarsi: tanti lavoratori sono precari o “a nero”, moltissimi cittadini vivono alla giornata, parecchi “normalmente” possono fare la spesa soltanto la sera, dopo avere raggranellato un po’ di soldi con lavoretti di fortuna, altri abitualmente hanno un credito di fiducia presso i negozianti per pagare alla fine del mese, ma non in questa circostanza d’emergenza. Tutte persone che non riescono a fare la spesa per mangiare. Un esercito di nullatenenti, letteralmente sul lastrico, ridotti alla fame, ora che non possono muoversi di casa, non tutelati dagli aiuti governativi.

Per tamponare le esigenze delle fasce più deboli, sono stati disposti dal Governo più fondi ai Comuni destinati proprio agli AIUTI ALIMENTARI per le fasce deboli. Sperando che vengano individuati realmente i più bisognosi e non vengano compiuti gli errori già fatti in numerosi casi nell’attribuzione del reddito di cittadinanza a chi vistosamente non ne ha alcun bisogno, a scapito di chi realmente non riesce a mettere il piatto a tavola.

Occorrerebbero controlli attenti, tra l’altro sicuramente più semplici da effettuare nei piccoli centri “dove tutti si conoscono” e certe situazioni macroscopiche saltano facilmente all’occhio. Così come servirebbero valutazioni reali che vanno oltre l’ISEE.

Dovrebbero essere considerate innanzitutto le entrate monetarie reali che determinano la possibilità di acquistare l’indispensabile, in molti casi negato a chi sulla carta possiede beni per quanto assolutamente inutilizzabili dei quali allo stato attuale è impossibile disfarsi e per molti dei quali manca la domanda già da tempo, ma su essi il cittadino è costretto a pagare comunque tassazioni anche ingenti.

L’ORDINANZA varata destina maggiori risorse ai Comuni: 4,3 miliardi per finanziare le iniziative di solidarietà alimentare, aiuti per il Terzo settore.

Il pacchetto di interventi per far fronte all’emergenza Coronavirus che comprende un REDDITO DI EMERGENZA per tutte le situazioni lavorative.

È prevista l’attivazione di un Rem, una misura eccezionale in grado di aiutare le fasce dei lavoratori più deboli e assolutamente, non un ritocco del reddito di cittadinanza. Una tantum, un contributo di 600 euro: per realizzarlo dovrebbero essere stanziati 6 miliardi.

DESTINATARI: non solo i lavoratori a partita Iva, artigiani, commercianti ecc, anche precari, irregolari, badanti, babysitter, ecc, coloro che non hanno più il sussidio di disoccupazione (Naspi o Discoll), stagionali, bagnini, camerieri, addetti alle pulizie, animatori turistici, contrattisti a giorni, settimane, massimo qualche mese.

BUONI SPESA: stanziati dal Governo nel Dpcm, 4,3 miliardi di euro destinati ai Comuni. Di questi, 400 milioni vincolati per aiutare esclusivamente i cittadini in difficoltà che “non hanno soldi per fare la spesa”. Si precisa che “la quota del fondo assegnato a ciascun Comune sarà gestita ed erogata dal Comune medesimo, privilegiando i criteri di prossimità e sussidiarietà”.

“Il riparto di tali risorse aggiuntive sarà basato su CRITERI nuovi, calibrati per l’esigenza eccezionale, quali i principi del minor reddito pro capite (50-66%) e del numero di abitanti (33-50%), criteri concordati con l’ANCI: da valutare l’introduzione tra i criteri di riparto dell’indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) calcolato dall’ISTAT ma, si badi bene, ultimo dato disponibile aggiornato però al censimento del 2011, particolare questo da tenere presente.

“Le risorse ricevute da ciascun Comune per la solidarietà alimentare saranno destinate, con un vaglio preventivo molto semplificato e flessibile (evitando requisiti rigidi) da parte dei servizi sociali comunali, a tutti coloro che versano in situazione di necessità alimentare… Tali risorse dedicate potranno essere rafforzate da ciascun comune (o dall’ANCI, con un riparto pro quota in base alle esigenze) con donazioni defiscalizzate di generi alimentari o di buoni d’acquisto o buoni sconto da parte di privati, di produttori, dei distributori”.

“Si prevede altresì la possibilità da parte dei Comuni di acquistare buoni spesa, buoni pasto o generi di prima necessità senza procedura di gara. Considerato che il FSC non interessa i comuni del Trentino AA, del Friuli VG e della Valle d’Aosta, in questi territori, con specifica previsione nell’ordinanza, le somme sono anticipate dalle Autonomie speciali per essere ristorate in sede di emanando decreto legge”.

Dal BANCO ALIMENTARE è stato pure sottolineato che si sta registrando un forte aumento delle richieste a causa dell’emergenza sanitaria. Si evidenzia un aumento del 20% delle richieste di cibo, dovuta all’emergenza sanitaria che pesa soprattutto sulle famiglie più povere. Secondo il Banco Alimentare, a livello nazionale vi sarebbe un aumento di richieste alimentari con punte fino al 40% in alcune regioni come la CAMPANIA.

“Ci arrivano nuove domande di aiuto anche dai sindaci, soprattutto dai Comuni del SUD. Ci aspettiamo un’esplosione del bisogno”, avverte il presidente della Fondazione Giovanni Bruno.

INDENNIZZO per il mese di marzo di 600 euro a professionisti e autonomi iscritti alle casse di previdenza private.

Firmato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo il decreto interministeriale che fissa le modalità di attribuzione del fondo per il reddito di ultima istanza. Il bonus deve essere chiesto alla propria cassa. Verrà erogato a chi ha avuto redditi fino a 35mila euro o, a coloro che si trovano tra 35 e 50mila e abbiano subito nei primi 3 mesi 2020 cali di attività di almeno il 33%.

Per quanto concerne l’osservanza delle normative anti-contagio imposte agli italiani da Governo e Regioni e confermate con ulteriori proroghe su tutto il territorio nazionale, che obbligano al divieto di uscire dalla propria abitazione se non tassativamente motivato da urgenti necessità certificate, su 210.365 controlli effettuati, 3000 persone sono state denunziate dalle forze dell’Ordine per VIOLAZIONE dei DIVIETI imposti dai decreti per l’emergenza.

Specificamente 2.783 hanno violato le limitazioni agli spostamenti, 86 hanno si sono serviti di false motivazioni.

Sono 50 ad avere commesso un reato che fa maggiormente riflettere e che più di tutti preoccupa per la gravità delle possibili conseguenze: hanno violato la quarantena, con evidente e notevole rischio di contagio per la popolazione.

98.653 le attività commerciali controllate; a seguito di tali operazioni, sono stati denunciati dalle forze di polizia 72 titolari e chiuse chiuse 31 attività.

È quanto emerge dai più recenti dati del Viminale.

Il problema delle violazione, oltre a ulteriori sollecitazioni e raccomandazioni da parte dei governanti nei confronti della cittadinanza, solleva critiche e richieste di elasticità in alcuni casi di effettiva impellenza, improrogabilità e assoluta impossibilità a demandare ad altri azioni urgenti, anche atte a tutelare la salvaguardia della vita di animali, non sempre previste dalla sommaria normativa emanata. Tra queste, il problema dell’affido con impossibilità di consegnare le bestiole adottate – per interruzione dei servizi appositi di trasporto animali domestici, taxi per animali e staffette – e conseguente è inevitabile destino a essere rinchiuse forzatamente in canili, gattili, rifugi, ecc ed esposte a contagi (oltre che a traumi notevoli e spesso insuperabili, per un animali abituati in casa) con altissime probabilità di contrarre malattie inguaribili che ne segnano la qualità e la durata della vita, purtroppo particolarmente diffuse soprattutto e non solo tra i quattrozampe, in primis la cosiddetta aids felina.

Le associazioni animaliste, i volontari e i gruppi di adizione denunciato l’aggravarsi della situazione, chiedendo l’immediato ripristino del trasporto animali domestici, quale urgente necessità, a salvaguardia della loro vita e nel rispetto dello sforzo di migliaia di volontari impegnati sul territorio nazionale, che vedono vanificati i loro sforzi e soprattutto alla luce della situazione di conseguente sovraffollamento dei rifugi per l’interruzione delle consegne di affido e adizione, e l’impossibilità a garantire cure e cibo per tutti. Occorrono aiuti urgentissimi, in primis forniture di cibo.

Si fa inoltre presente che come vengono trasportate e consegnate le merci, parimenti potrebbero essere effettuati il trasporto e le consegne degli animali da compagnia negli appositi trasportini di sicurezza regolamentari che tutelano l’incolumità delle bestiole.

Teresa Lucianelli




Italia: +10023 vittime da Covid19, 92.472 casi

Tutti i nuovi dati dei contagi e le notizie per regione e province. L’orientamento dei politici sull’eventuale protrarsi dell’emergenza. Scuola: ancora sospesa. Disposizioni per gli arrivi in Italia. Chiesa: matrimoni e accesso dei fedeli.

3.651 nuovi contagi in Itala che arrivano a 70.065 complessivi: il Sars CoV2 continua a colpire. 889 deceduti in più in 24 ore, in totale 10.023 morti. Sono stati dichiarati guariti 12.384, nelle ultime 24 ore 1.434, cifra record senza la quale questa sarebbe stata ancora di più un’altra giornata di tragedia.

3.856 i pazienti ricoverati in terapia intensiva. In Lombardia i casi salgono a 39.415, quindi 2.117 in più rispetto a ieri; 5.944 decessi, +542. Registrati meno ricoveri: 11.152 (+15), svariati i motivi riconducibili a questo dato. Sono 3.856 i contagiati gravi attualmente in terapia intensiva.

CASI TOTALI di contagio: ecco nei dettagli l’elenco con i numero di persone trovate positive dal principio dell’epidemia, inclusi morti e guariti. La variazione indica il numero dei casi registrati nelle ultime 24 ore.

Campania 1.592 (+138, +9,49%)

Lombardia 39.415 (+2.117, +5,68%)

Emilia-Romagna 12.383 (+791, +6,86)

Veneto 7.930 (+433, +5,78%)

Piemonte 7.671 (+579, +8,16%)

Marche 3.373 (+177, +5,54%)

Liguria 2.822 (+126, +4,67%)

Toscana 3.817 (+367, +10,64%)

Sicilia 1.359 (+109, +8,72%)

Lazio 2.505 (+210, +9,15%)

Friuli Venezia-Giulia 1.436 (+119, +9,04%)

Abruzzo 1.133 (+116, +11,41%)

Puglia 1.458 (+124, +9,3%)

Umbria 969 (+85,+9,62%)

Bolzano 1.109 (+106, +10,57%)

Calabria 555 (+61, +12,35%)

Sardegna 624 (+94, +17,74%)

Valle d’Aosta 511 (+59, +13,05)

Trento 1.505 (+114, 8,2%)

Molise 123 (14, +12,84%)

Basilicata 182 (+31, +20,53%)

Questi i dati per provincia

=Campania:

Napoli 827, Salerno 307, Avellino 193, Caserta 186, Benevento 21

In definizione/aggiornamento: 58

=Lombardia:

Bergamo 8.349, Milano 7.783, Brescia 7.678, Cremona 3.605, Monza Brianza 2.086, Lodi 2.029, Pavia 1.877, Mantova 1.484, Lecco 1.316, Como 903, Varese 768, Sondrio 388

In fase di verifica/approvazione: 1.149

=Veneto:

Padova 2.009, Verona 1.754, Treviso 1.359, Vicenza 1.036, Venezia 1.019, Belluno 367, Rovigo 122

In definizione/aggiornamento: 264

=Emilia-Romagna:

Piacenza 2.390, Reggio Emilia 1.996, Modena 1.922, Parma 1.752, Bologna 1.586, Rimini 1.323, Forlì Cesena 612, Ravenna 521, Ferrara 281

In definizione/aggiornamento: 0

=Toscana:

Firenze 855, Lucca 618, Massa Carrara 470, Pisa 398, Pistoia 298, Arezzo 249, Siena 235, Grosseto 234, Livorno 220, Prato 217

In definizione/aggiornamento: 0

=Piemonte:

Torino 3.658, Alessandria 1.197, Novara 657, Cuneo 558, Biella 399, Vercelli 397, Asti 318, Verbano-Cusio-Ossola 308

In definizione/aggiornamento: 179

=Marche:

Pesaro e Urbino 1.507, Ancona 944, Macerata 457, Fermo 241, Ascoli Piceno 163

In definizione/aggiornamento: 61

=Liguria:

Genova 879, Imperia 236, La Spezia 234, Savona 219

In definizione/aggiornamento: 1.254

=Lazio:

Roma 1.839, Frosinone 232, Latina 212, Viterbo 144, Rieti 62

In definizione/aggiornamento: 13

=Friuli Venezia Giulia:

Udine 530, Trieste 452, Pordenone 362, Gorizia 85

In definizione/aggiornamento: 7

=Sicilia:

Catania 387, Messina 279, Palermo 232, Enna 168, Siracusa 84, Trapani 62, Agrigento 58, Caltanisetta 57, Ragusa 32

In definizione/aggiornamento: 0

=Puglia:

Bari 469, Foggia 355, Lecce 239, Brindisi 148, Barletta-Andria-Trani 96, Taranto 93

In fase di definizione/aggiornamento: 58

=Trentino Alto Adige:

Trento 1.505, Bolzano 1.109

=Abruzzo:

Pescara 512, Teramo 304, Chieti 229, L’Aquila 88

In definizione/aggiornamento: 0

=Umbria:

Terni 213, Perugia 729

Extra regione: 27

=Molise:

Campobasso 97, Isernia 13

In definizione/aggiornamento: 13

=Sardegna:

Sassari 407, Cagliari 97, Nuoro 56, Sud Sardegna 55, Oristano 9

In definizione/aggiornamento: 0

=Valle D’Aosta:

Aosta 511

=Calabria:

Cosenza 154, Reggio di Calabria 140, Catanzaro 118, Crotone 87, Vibo Valentia 39

In definizione/aggiornamento: 2

=Basilicata:

Potenza 106, Matera 76

In definizione/aggiornamento: 0

Nella BERGAMASCA, in 20 giorni 600 morti nelle Rsa.

In provincia di Bergamo è drammatica la situazione delle Rsa e dei centri diurni: “in soli venti giorni hanno visto oltre 600 decessi su 6.400 posti letto”. In una lettera di richiesta sostegno, indirizzata all’Ats e alla Regione, si evidenzia: “mentre scriviamo, la situazione continua ad evolvere in peggio. Siamo in ginocchio anche sul versante operativo perché quasi 2mila dei 5mila operatori risultano assenti per malattia, quarantena o isolamento”.

Numeri ancora choccanti: tantissimi decessi, ma il commissario Angelo Borrelli sostiene che “se non fossero state adottate misure drastiche di contenimento avremmo ben altri numeri e le strutture sanitarie già in condizioni critiche sarebbero in stato drammatico. Sarebbe stata una situazione insostenibile”. Evidente quanto siano ancora elevati i numeri delle perdite umane e dei contagi registrati anche oggi.

In LOMBARDIA 39.415 positivi e 5.944 decessi, calano i ricoveri, i casi di contagio sono 2.117 in più rispetto a venerdì; i morti +542. 1.319 in terapia intensiva.

Rallenta la crescita dei ricoveri 11.152 (+15), un segnale che potrebbe essere interpretato come positivo, se ci fosse più chiarezza sui motivi che lo hanno determinato.

In PIEMONTE, 617 morti per il nuovo corinavirus: 19 i nuovi decessi. I contagi sono 7.671; 439 i ricoverati in terapia intensiva. Sale il numero dei guariti: sono 41. Altri 162 sarebbero prossimi alla guarigione in quanto risultati negativi al primo test di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo tampone.

FOGGIA, si è spento stamattina nel Policlinico Riuniti, dove era ricoverato dal 4 marzo, un operatore sanitario del 118 risultato positivo al Covid19. Aveva 48 anni, era di Rodi Garganico, non soffriva di patologie pregresse. Apparteneva alla Sanitaservice.

A PALERMO, un bimbo di tre anni è risultato positivo.

Ci sono voluti tre tamponi per accertare la positività al Sars CoV2 del bambino di Marsala ricoverato a Palermo all’ospedale Di Cristina. I tamponi saranno ora eseguiti anche su due infermieri e un medico entrati in contatto con lui, in servizio al reparto di Cardiologia pediatrica.

In VATICANO sei casi, il Papa non è coinvolto. Effettuati 170 test: sono risultati tutti negativi. L’iniziativa parte dal riscontrato due nuovi casi di Covid in Vaticano, che si aggiungono ai 4 precedenti. Il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni, precisa: “sono attualmente sei le persone affette da Covid-19 tra dipendenti della Santa Sede e cittadini dello Stato della Città del Vaticano. Posso confermare che non sono coinvolti né il Santo Padre, né i suoi più stretti collaboratori”. Bruni aggiunge che “sono stati adottati opportuni provvedimenti di sanificazione e sono stati effettuati nuovi test, in totale con i precedenti oltre 170, sui dipendenti della Santa Sede e i residenti della Domus”. Esito negativo per tutti questi ultimi tamponi.

In VENETO, su autorizzazione Aifa, inizierà la somministrazione in via precoce, direttamente a casa, ai malati sintomatici dei farmaci sperimentali contro il Covid-19, come clorochina, idrossiclorochina, e anti-reumatoidi. L’obiettivo è “rallentare la malattia ed evitare i ricoveri in ospedale” come spiegato dal governatore Luca Zaia che ha sottolineato: “I modelli ci dicono che per noi la prossima settimana sarà determinante… ci darà la direzione. E’ fondamentale osservare quali saranno i dati. Per questo prego tutti i cittadini: state tutti a casa questo week end, perché ci permetterà di capire come evolve la situazione”.

Per Luciano Lamorgese: è “TROPPO PRESTO RIAPRIRE IL 3 APRILE”. “Se andiamo a vedere i dati di ieri, mi viene da pensare che la data del 3 aprile sia troppo ravvicinata per dire che verrà riaperto tutto”. Il ministro dell’Interno ha aggiunto: “la situazione è seguita a vista e quindi le decisioni verranno prese man mano che la situazione sarà più tranquilla come numeri di decessi e contagi”.

Per Burioni, “irrealistiche riaperture a breve”. Il virologo ha motivato il suo drastico parere sulla tempistica per la riapertura di aziende e scuole: “In questo momento la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve. Al momento bisogna stare tappati in casa, altrimenti si vanificano i sacrifici che abbiamo fatto fino ad ora, punto e basta”.

Virologo: “Aspettare almeno fine aprile per riaprire tutto”

Anche per il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’Università di Milano”È ancora presto, realisticamente bisognerà aspettare almeno fine aprile” per la fine delle misure di isolamento sociale e per una riapertura di aziende e scuole. L’esperto prevede “presumibilmente vari picchi sul territorio, in tempi diversi. Dunque l’arma più efficace per ora restano l’isolamento e le misure restrittive”.

Gianni Rezza (Iss) è convinto che il maggiore decremento di casi ci sarà a fine mese per effetto delle misure di contenimento ed evidenzia che i nuovi casi di coronavirus sono in diminuzione, “ma questo trend deve essere consolidato”. Per il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità “i dati quotidiani sono un’altalena di illusioni e delusioni, ma questi sono dati storici che dipendono molto dall’arrivo delle notifiche e rispecchiano la fotografia del passato e di contagi avvenuti 7/10 giorni fa. Non ci danno una fotografia in tempo reale”.

In materia scolastica, Conte: “Chiusura delle scuole sarà prorogata… come anticipato dal ministro Azzolina, la SOSPENSIONE delle ATTIVITÀ SCOLASTICHE proseguirà anche dopo il 3 aprile. Al momento è prematuro fare previsioni. Ma ci auguriamo di poter tornare quanto prima alla normalità: ridurremo le restrizioni fino alla loro completa eliminazione ma lo faremo gradualmente per evitare che gli sforzi fin qui compiuti siano vani”.

Il ministro dell’istruzione Lucia Azzolina riguardo a “come tutto il mondo della SCUOLA italiana, i suoi docenti, i suoi alunni e tutto il personale, abbia reagito ad un evento di questa portata. Sono orgogliosa di tutti voi e vi ringrazio per aver accompagnato ogni decisione, ogni cambiamento, per quanto repentino, con professionalità e umanità”.

ORDINANZA Mit e Salute: per chi fa INGRESSO IN ITALIA entrano in vigore precise disposizioni e misure organizzative che devono essere adottate dai vettori e dagli armatori per contrastare il diffondersi della pandemia. Chi giunge nel territorio italiano in qualsiasi modo – tramite trasporto di linea aereo, marittimo, ferroviario oppure in autobus/auto/moto, ecc (ovvero terrestre) – deve consegnare una dichiarazione che specifichi i motivi del viaggio, l’indirizzo completo dell’abitazione oppure della dimora in Italia, dove verrà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, il mezzo privato o proprio che verrà utilizzato per raggiungerla e un recapito telefonico.

È quanto stabilisce un’ordinanza a firma del ministri delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, e della Salute, Roberto Speranza.

Consip: 370 VENTILATORI in consegna entro il 31 marzo

Atterrato a Malpensa, in arrivo da Hong Kong, un aereo con i 370 ventilatori polmonari per terapia intensiva e sub-intensiva e i cinquemila monitor multiparametrici contrattualizzati da Consip con Althea Italia. La società spiega che sono dunque resi disponibili per le strutture sanitari in totale 722 i ventilatori polmonari: 352 consegnati già e questi 370 che verranno recapitati in consegna entro la fine di marzo.

Chiarimenti sui MATRIMONI in CHIESA “non sono vietati” purché “il rito si svolga alla sola presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni e siano rispettate le prescrizioni sulle distanze tra i celebranti”. Questa la risposta del Viminale alle domande poste dai vescovi, inviata alla Conferenza Episcopale Italiana.

Inoltre, riguardo alla possibilità di ANDARE IN CHIESA, il Viminale precisa che è possibile, a patto che si scelga quella che si trova sulla strada che porta al lavoro o nella zona del supermercato dove si va a fare la spesa.

Ai fedeli che desiderano recarsi in chiesa , è riconosciuta la possibilità di farlo, giacché “non è prevista la chiusura”. Va precisato che, “al fine di limitare gli spostamenti dalla propria abitazione”, è “necessario che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da comprovate esigenze lavorative, o per situazioni di necessità”. In pratica, è consentito andare in chiesa solo sulla strada che conduce al lavoro oppure al supermarket o farmacia, ovvero nei pressi delle destinazioni consentite.

I dati sono relativi alle notizie ufficiali del 28 marzo ore 22 di IERI SERA

 

Teresa Lucianelli

 




Campania, 2mila test domiciliari al giorno per monitorare i contagi

Napoli. Il provvedimento annunciato dalla Regione Campania è operativo da oggi e va a tutelare le categorie maggiormente esposte al pericolo di contrarre il Sars CoV2, causa della malattia Covid19.

In esecuzione l’utilizzo di 2000 tamponi quotidiani all’Asl Napoli 1 Centro dove è partita la campagna di screening con i tamponi a casa dei pazienti sospetti o positivi.

Sono stati resi operativi su tutta la città 5 camper con una disponibilità di almeno 20 medici volontari che presteranno servizio apposito.

Gli accertamenti saranno effettuati non soltanto ai medici ma riguarderanno anche il personale dei supermercati e rivendute particolarmente esposti al pubblico e quindi al contagio del nuovo corinavirus.

Si attenderebbe l’arrivo di altri quantitativi per poterli estendere ad altre categorie particolarmente a rischio.

I cinque camper appositamente allestiti, con i venti medici volontari a settimana percorreranno dunque la città in modo da eseguire pure tamponi a domicilio sui pazienti sospetti di Coronavirus.

Parte anche all’Asl Napoli 1 Centro l’Unità

Speciale di Continuità Assistenziale (Usca), prevista dal Dl 14 del 9 marzo.

Presentazione dei mezzi, uno per ogni Dipartimento di Emergenza della città, noleggiati dall’Asl, nella sede centrale del Frullone, fissata per questo pomeriggio. A curarla sarà il direttore generale Ciro Verdoliva. Dopo partiranno con gli screening nella città di Napoli, in linea con le direttive già operative nell’Asl Napoli 2 Nord e in quella di Benevento.

I medici volontari si sposteranno grazie ai camper e raggiungeranno i domicili dei pazienti positivi al Covid19 non in gravi condizioni, posti in isolamento domiciliare, per monitorarli. Si recheranno inoltre nelle abitazioni di chi ancora aspetta di sottoporsi al tampone. Grazie a questi interventi, sarà pure possibile verificare l’avvenuta guarigione, che deve essere certificata con due tamponi negativi effettuati nel giro di 24 ore.

Il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, garantisce: “Faremo 2mila tamponi al giorno” e interviene specificamente sulla vicenda dei tamponi spiegando che sul territorio regionale a disposizione : “Avevamo solo il laboratorio del Cotugno, frutto di 10 anni di commissariamento della Sanità in Campania. I laboratori vanno autorizzati dall’Istituto Superiore di Sanità. Abbiamo aperto in 2 settimane 10 laboratori per i tamponi del Coronavirus. Abbiamo coinvolto anche l’Istituto zooprofilattico… Faremo tamponi anche al personale dei supermarket”.

Con chiarezza, viene precisato che questa non è una campagna di tamponi di massa. Non si tratterà di questo. Non è nata con questa finalità. Infatti, non saranno eseguiti tamponi a tutta la popolazione, indiscriminatamente, che attualmente conta 1582 contagiati in Campania. Verranno invece fatti sempre esclusivamente dietro segnalazione del medico curante al quale diretta questi delicato compito di selezione dei soggetti che possono risultare infetti per il nuovo coronavirus. La procedura di richiesta per accedere al tampone rimane comunque identica. Se si hanno i sintomi, bisogna contattare il medico di famiglia o il 118: i sanitari compilano quindi la scheda e la inoltrano tempestivamente al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl. A questo punto, il camper con i medici volontari viene inviato a domicilio. La precedenza per eseguire il tampone viene stabilito in base alla priorità clinica, soggetti per soggetto.

Distribuiti dalla Regione i kit per eseguire il tampone. Pure i dispositivi individuali di sicurezza, con caschi e tute sono pronti per essere usati.

Per tutti coloro che sono al termine della quarantena e per coloro la iniziano, c’è l’apposito screening. Proprio con lo screening dei casi relativo ai soggetti positivi a casa, partirà la campagna per i tamponi a domicilio. Inizialmente è dedicato ai pazienti domiciliari che hanno già ultimato o anche superato i 14 giorni di isolamento, e sono in attesa della diagnosi di avvenuta guarigione. Il certificato è indispensabile infatti per potere ritornare a lavoro, per ciò che interessa le professioni e le categorie impegnate nelle attività essenziali attualmente previste dal Governo. Partiranno quindi pure i tamponi da eseguire per ottenere la prima diagnosi. Anche le altre Asl in maniera similare come la Napoli 2 Nord e la Napoli 3 Sud, Caserta e Salerno, si stanno organizzando con adeguate attrezzature e personale per partire a breve.

Pina Tommasielli, responsabile Medicina territoriale dell’Unità di crisi Coronavirus della Regione Campania informa: “In questo modo, cerchiamo di risolvere le criticità che si sono registrate in questi giorni per i tempi lunghi dei tamponi, e anche di dare un monitoraggio e assistenza continua a chi è solo a casa”.

Ricordiamo i dati nazionali più recenti legati al Sars CoV2: ancora 969 morti, in sole 24 ore, sul territorio nazionale, record agghiacciante, con un totale di 9134 morti; 66414 cittadini attualmente contagiati, 36353 malati al domicilio.

a maggior ragione per una nazione quale è l’ Italia che conta 60.317.000 abitanti, 23° Paese al mondo per popolazione, con 200 abitantiper chilometro quadrato.

Si spera che si 10950 guariti de ne aggiungano presto moltissimi altri e che le campane possano tornare a suonare soltanto per gioia e non per annunciare l’ennesima scomparsa di un’ennesima vittima della “nuova peste”.

Teresa Lucianelli




Coronavirus: 66.414 gli italiani positivi, bollettino quotidiano della Protezione Civile

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 66.414 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 86.498 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 23.895 in Lombardia, 9.361 in Emilia-Romagna, 6.648 in Veneto, 6.347 in Piemonte, 2.850 nelle Marche, 3.170 in Toscana, 2.060 in Liguria, 2.013 nel Lazio, 1.292 in Campania, 1.164 nella Provincia autonoma di Trento, 1.236 in Puglia, 1.027 in Friuli Venezia Giulia, 833 nella Provincia autonoma di Bolzano, 1.158 in Sicilia, 925 in Abruzzo, 824 in Umbria, 413 in Valle d’Aosta, 496 in Sardegna, 469 in Calabria, 147 in Basilicata e 86 in Molise.

Sono 10.950 le persone guarite. I deceduti sono 9.134, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Aggiornamento delle ore 18.00




Proroga restrizioni? Covid, record Italia: 969 morti in 24h. Campania: 1582 casi

Caustico il presidente Css: “Ad oggi inevitabile una proroga delle misure restrittive”, contraddittorio con messaggi dati finora non prolungare misure isolamento. Non raggiunto il picco. Brusaferro (Iss): “curva dei nuovi casi sembra attenuarsi”. Fontana: “Penso stia iniziando discesa”. Autorizzati farmaci antimalarici. Nuovi contagi a Codogno. Dal Papa 30 respiratori agli ospedali. Sequestrati in Calabria 900 falsi kit per diagnosi e 13mila mascherine a Taranto vendute a prezzi stellari. Azzolina: esami di maturità con membri interni e presidente esterno. Quasi 11mila i guariti, ancora 969 morti, 66414 attualmente contagiati, 9134 deceduti, 10950 guariti. 36353 malati a domicilio. In Campania subito 2.000 tamponi domiciliari al giorno. Il 31 bandiere a mezz’asta in tutta Italia. Iniziativa Anci per ricordare le vittime dell’epidemia.

 

Salgono a 9.134 i morti nella nostra Nazione per la pandemia: il Covid-19 miete in un giorno 969 persone (+ 11,86% rispetto al giorno precedente). Un dato choc, questo, l’incremento più alto dall’inizio dell’emergenza coronavirus. 50 sono relative alla giornata di ieri, non comunicate in tempo.
10.950 i guariti (+ 5,68% rispetto al giorno precedente) rispetto ai 999 di ieri, 589 in più, mentre giovedì erano 662.
66.414 gli attuali contagiati (+ 7,09% rispetto al giorno precedente) + 4401. 36653 in isolamento domiciliare, 3372 in terapia intensiva.
Confronto dati con quelli di ieri 26 marzo 2020: positivi 62013 (+ 7,80% rispetto al giorno precedente) + 4492. Guariti 10361 (+ 10,67% rispetto al giorno precedente) + 999. Deceduti 8165 (+ 8,82% rispetto al giorno precedente) + 662.

DICHIARAZIONI: Locatelli (Css) sentenzia: “Ad oggi inevitabile una proroga delle misure restrittive”.
“Dovessimo decidere con i dati di oggi penso sia inevitabile prolungare queste misure, perché non siamo in una fase marcatamente declinante, ma di contenimento importante” – aggiunge il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli.
Per Locatelli, questo dato sarebbe comunque incoraggiante, però sarebbe contraddittorio con i messaggi dati finora non prolungare le misure di isolamento.
Silvio Brusaferro (Iss) sostiene: “La curva dei nuovi casi di a Covid-19 sembra attenuarsi, ma non è il picco”. La curva dei nuovi positivi avrebbe cessato di crescere come avveniva nei primi giorni della scorsa settimana.
“Il dato rilevante è che a partire dal 19-20 il numero di nuovi casi segnalati cala”. ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. “Ma non dobbiamo illuderci che un rallentamento della diffusione possa indurci a rallentare le misure che abbiamo adottato. Ci sono realtà diverse nel Paese, la Lombardia e aree limitrofe con fortissima circolazione, mentre in altre zone è ancora limitata, dove la sfida è fare in modo che quelle aree rosa non diventino rosse”. E ha concluso: “In questi giorni, potremmo arrivare al picco… non lo abbiamo raggiunto, non lo abbiamo superato. Abbiamo segnali di rallentamento che ci fanno presumere di essere vicini. Vuol dire che le misure adottate stanno facendo i loro effetti… non stiamo scendendo. E la discesa, quando ci sarà, sarà costruita sui nostri comportamenti”.

In CAMPANIA, sono 1582 complessivamente i positivi, di cui 128 accertati nelle ultime 24 ore.
In totale sono stati effettuati dall’inizio dell’emergenza 10593 tamponi, di cui 865 oggi, come comunicato dall’ Unità di Crisi della Regione Campania.
A Napoli, all’Ospedale Cotugno: su 190 tamponi esaminati, 19 sono risultati positivi; al San Paolo, su 27, 3 positivi. All’Azienda ospedaliera universitaria Federico II: 100 tamponi esaminati, 5 positivi. All’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola: 7 positivi su 63.
Al Ruggi di Salerno: su 302 i positivi sono stati 53. Al Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, su 48, 4 hanno dato esito positivo. Al Moscati di Aversa, 1 solo positivo su 57. Infine, al Moscati di Avellino, invece, su 78 tamponi, 36 positivi.
La Regione Campania annuncia 2mila tamponi quotidiani: da domani all’Asl Napoli 1 Centro il via alla campagna di screening con i tamponi a casa dei pazienti sospetti o positivi Covid-19. Operativi su tutta la città 5 camper con 20 medici volontari. Saranno effettuati non soltanto ai medici ma al personale dei supermercati e rivendute particolarmente esposti al pubblico e quindi al contagio. Si attenderebbe l’arrivo di altri quantitativi per poterli estendere su segnalazione del medico di famiglia.

A livello nazionale, sale a 51 il numero dei MEDICI deceduti nella nostra nazione a causa del Sars CoV-2. Alto potenziale di trasmissione in ambito assistenziale: sono 6.414 gli operatori sanitari contagiati, circa il 9% dei casi totali segnalati. 49 anni: questa l’eta’ media dei sanitari contagiati.
Questi l’elenco degli ultimi scomparsi: Maurizio Galderisi, cardiologo e docente di medicina all’Università Federico II di Napoli; Anna Maria Focarete, consigliere provinciale della Fimmg di Lecco, è spirata all’alba. A Bergamo sono scomparsi Benedetto Comotti e Giulio Calvi. Ancora, Dino Pesce, medico internista dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena di Genova; Marcello Ugolini, pneumologo e consigliere dell’Ordine dei Medici di Pesaro-Urbino; a Piacenza, Giuseppe Maini e Abdel Sattar Airoud, medici di famiglia, Luigi Rocca, pediatra; Leone Marco Wischkin, medico internista di Pesaro-Urbino. Lo comunica la Fnomceo su una pagina del sito listata a lutto in aggiornamento tre volte al giorno.

Sul fronte delle CURE, sono stati autorizzati in Italia i farmaci antimalarici: sono a base di clorochina e idrossiclorochina, e a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale per il trattamento dei pazienti affetti da infezione da Sars-CoV2. È quanto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Per lo stesso uso sono pure autorizzate e assolutamente a carico del SSN, le combinazioni dei farmaci anti-Aids lopinavir/ritonavir, danuravir/cobicistat, darunavir, ritonavir.

Tampone anche per il PAPA , a seguito della notizia della positività al Covid19,di un monsignore a Santa Marta, in servizio alla Segreteria di Stato e residente appunto dove abita il Papa. Controlli in tutto lì stabile. I dipendenti che possono aver avuto contatti con il prelato contagiato sono stati convocati per sottoporsi al tampone. Il paziente è ricoverato al Gemelli. Il Santo Pontefice sarebbe stato sottoposto al tampone.
Con un gesto particolarmente apprezzato non soltanto dai fedeli, Francesco ha donato 30 respiratori agli ospedali
“Il Santo Padre ha affidato 30 RESPIRATORI acquistati nei giorni scorsi all’Elemosineria Apostolica perché questa ne possa fare dono ad alcune strutture ospedaliere nelle zone più colpite dalla pandemia di Covid-19. Tali strutture verranno individuate nei prossimi giorni”. È quanti comunicato dalla stessa Elemosineria.

SCUOLA: “Esami di maturità con membri interni e presidente esterno. A scuola si tornerà quando ci saranno le condizioni”. Annuncio della ministra Azzolina: il Ministero dell’Istruzione interverrà sulla “valutazione intermedia e finale degli studenti; modalità di recupero degli apprendimenti; requisiti di accesso e struttura degli esami di Stato, per il I e II ciclo di Istruzione; ridefinizione del calendario scolastico nazionale e dei calendari regionali, nel rispetto delle prerogative delle Regioni”.
La ministra ha anticipato la previsione che all’esame di maturità la “commissione sia formata da soli membri interni, con presidenti esterni”.

Scendono le BOLLETTE dell’elettricità -18.3% e del gas – 13,5%, nel secondo trimestre 2020. Annuncio dell’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Meno care perchè le materie prime costano di meno e i consumi si sono ridotti a causa dell’emergenza Coronavirus.

Martedì 31 marzo, alle 12 BANDIERE A MEZZ’ASTA ce un minuto di SILENZIO osservato dai sindaci d’Italia con la fascia tricolore davanti al proprio Comune.
“Ci uniamo al presidente della Provincia di Bergamo in segno di lutto per le tante vittime dell’epidemia” comunica su twitter il presidente dell’Anci Antonio Decaro.

Il presidente della Regione LOMBARDIA Attilio Fontana ha dichiarato in maniera rassicurante: “.. penso stia per iniziare la discesa. Sicuramente non sta crescendo la linea di contagi… oggi si assiste a una riduzione del numero.. è la dimostrazione che evidentemente bisogna fare la media di almeno 5 giorni per avere una visione”. Durissimo il bilancio di ieri per la Lombardia: 34.889 positivi al Dars CoV-2, un aumento di 2.543 casi in un giorno, 4.861 decessi, con un aumento di 387 vittime.
Cajazzo e Guido Bertolaso sono in fase di miglioramento.
A detta del governatore lombardo, all’inizio della prossima settimana ci sarà l’inaugurazione dell’ospedale in allestimento all’interno della fiera di Milano.

6 nuovi casi di positività a Covid-19: pollice verso per la riapertura dell’area di CODOGNO (Lodi) prima rossa, in quanto focolaio dell’epidemia dove fu registrato il primo caso oltre un mese fa. Il sindaco di Codogno e presidente Provincia di Lodi, Francesco Passerini, dichiara: “Eravamo fermi a 268 casi, negli ultimi giorni: è un segnale che i divieti introdotti con la zona rossa avevano funzionato”.

LAZIO registra “199 casi di positività oggi e un trend in leggero calo, per la prima volta sotto il 10%, ovvero al 9,5%”, come precisa l’ass regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, dopo la videoconferenza della task-force. In giornata, 7.035 sono usciti dalla sorveglianza domiciliare, 12 i decessi.
Al Gemelli, parto a buon esito per una donna positiva al Covid-19. Decollo per il Covid Hospital di Tor Vergata, inoltre, da oggi in rete pure l’Ospedale Israelitico. Congedo parentale straordinario per prendersi cura dei figli a casa, causa chiusura delle scuole per emergenza coronavirus (previsto dal decreto del 17 marzo), viene concesso se l’altro genitore è smart worker, al lavoro da casa. È indicato nella circolare dell’Inps.
Se l’altro genitore è disoccupato o titolare di un sostegno al reddito, come la Naspi o il reddito di cittadinanza, ecc, il congedo non può invece essere richiesto.

50 gli operai in quarantena, partita la sanificazione al cantiere del nuovo porto di GENOVA.

Agli Spedali Civili di BRESCIA, positivi 310 dipendenti: da stamattina a tutto il personale viene misurata la febbre prima dell’ingresso in ospedale, in osservanza della direttiva interna firmata dal direttore generale Gianmarco Trivelli: “Sono preoccupato, ma rispetto ad altre realtà ospedaliere abbiamo retto. Abbiamo scelto da subito di chiudere la mensa interna per ridurre i contatti”.
I dipendenti con febbre accertata vengono mandati a casa. 310 il numero di medici e infermieri contagiati al Civile di Brescia tocca, dieci i casi gravi. Su 6700 dipendenti ammonta al 6% del personale.

REATI -64% ma in rialzo i crimini online, in rapporto alla tassativa richiesta di restare di casa che ha portato a un consistente calo del numero di reati commessi in Italia, più che dimezzati. A quanto comunica il Viminale, dal 1 al 22 marzo risultano commessi 52.596 delitti; nello stesso mese del 2019 ne erano stati commessi 146.762: il 64% in meno. Aumentati i delitti online.
900 FALSI KIT per la diagnosi sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza in un centro di analisi biochimiche di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, prima che partisse la spedizione del materiale:. Venivano venduti on line ad ignari cittadini che credevano di poter di effettuare i test per il virus da soli. Sono risultati privi di autorizzazione e certificazione delle autorità sanitarie nazionali, né Ce. Il Centro di analisi è stato individuato nell’ambito dei controlli scattati in tutta Italia per individuare chi approfitta dell’emergenza per truffare sia i cittadini sia le stesse amministrazioni. In parte, erano stati pagati dagli ignari acquirenti con un bonifico.
In pericolo la salute e l’incolumità pubblica: l’eventuale responso di negatività del test avrebbe potuto rassicurare dal contagio soggetti che invece avrebbero potuto contribuire alla diffusione del virus. Sanzione amministrativa da 21.400 a 128.400 euro al titolare del Laboratorio di analisi.
SEQUESTRATE 13mila mascherine a TARANTO, tipi FFP1, FFP2, FFP3.
Vendevano mascherine a prezzi altamente maggiorati, in percentuali tra il 700% e il 1500%: denunciatI in 8 dai finanzieri per manovre speculative su merci. Il prezzo di mercato era di 50 centesimi di euro e sino state rivendute agli Enti pubblici a 5 euro e ai privati pure a 35 euro! 15 le sedi della societa’ produttrice controllate in tutta Italia. A Massafra, nel tarantino è stata trovata una societa’ che vendeva mascherine FFP2 a 16 euro e 50 centesimi, tale prezzo veniva applicato anche agli operatori sanitari del 118 che si sono rifiutati di acquistarle. Sequestrati 10mila pezzi. Il titolare è tra gli otto denunciati.

Teresa Lucianelli




Covid19: 80.539 positivi in Italia, 8.215 morti, I dati per regione e il punto sulla Campania

Italia, sono 80.539 complessivi i positivi al virus Sars-CoV-2 (+6.153 rispetto a ieri, con una crescita dell’8,3%). 8.215 i morti effettivi
(+712, +9,4%), compresi gli ultimi appena aggiunti che sono stati comunicati in ritardo dalla Regione Piemonte (712 decessi purtroppo e non 662 come compare nella tabella della Protezione Civile); 10.361 i guariti (+999, 10,7%); 62.013  i soggetti al momento infetti; 24.753 i  pazienti ricoverati con sintomi; 3.612 in terapia intensiva (+123, +3.5%); 33.648 in isolamento fiduciario domiciliare.
Questi i dati forniti dalla Protezione civile. Poco dopo il quotidiano bollettino ufficiale, nel pomeriggio, la Regione Piemonte ha aggiornato i dati relativi ai  (per un ritardo nella trasmissione dei dati).
Di seguito, i dati ordinati per Regione: casi totali col numero dei soggetti positivi individuati dall’inizio dell’epidemia (include morti e guariti), urli delle ultime 24 ore e la percentuale relativa.
Lombardia 34889 (+2543, 7,9%)
Emilia-Romagna 10816 (+762, 7,6%)
Veneto 6935 (+493, 7.7%)
Piemonte 6534 (+510, 8.5%)
Marche 3114 (+180, 6,1%)
Liguria 2567 (+262, 11,4%)
Campania 1310 (+111, 9,3%)
Toscana 3226 (+254, 8.5%)
Sicilia 1164 (+170, 17,1%)
Lazio 2096 (+195, 10,3%)
Friuli-Venezia Giulia 1223 (+84, 7,4%)
Abruzzo 946 (+133, 16,4%)
Puglia 1182 (+89, 8,1%)
Umbria 802 (+92, 13%)
Bolzano 906 (+48, 5,6%)
Calabria 393 (+42, 12%)
Sardegna 494 (+52, 11,8%)
Valle d’Aosta 408 (+1, +1.7%)
Trento 1297 (+75, 6,1%)
Molise 103 (+30, 41,1%)
Basilicata 134 (21, 18,6%)
Ecco i dati provincia per provincia
=Lombardia
Bergamo 7.458, Lodi 1.968, Cremona 3.370, Pavia 1.685, Brescia 6.931, Milano 6.922, Monza Brianza 1.750, Mantova 1.250, Varese 502, Sondrio 325, Como 762, Lecco 1.159
In fase di definizione/aggiornamento: 807
=Veneto
Padova 1.777, Treviso 1.254, Venezia 920, Verona 1.402, Vicenza 899, Belluno 313, Rovigo 110
In fase di definizione/aggiornamento: 260
=Emilia-Romagna
Piacenza 2.213, Parma 1.611, Modena 1.676 ,Rimini 1.189, Reggio Emilia 1.698, Bologna 1.253, Ravenna 451, Forlì Cesena 513 , Ferrara 212
In fase di definizione / aggiornamento: 0
=Toscana
Firenze 764,Grosseto 174 , Livorno 204, Lucca 481, Massa Carrara 334 , Pisa 350, Pistoia 264, Prato 189 , Siena 216, Arezzo 249
In fase di definizione / aggiornamento: 1
=Piemonte
Torino 3.108, Novara 577, Asti 282, Vercelli 336 , Alessandria 980, Verbano-Cusio, Ossola 255, Biella 336, Cuneo 487
In fase di definizione/aggiornamento: 173
=Marche
Pesaro e Urbino 1.474, Ancona 869, Macerata 405, Fermo 204, Ascoli Piceno 111
In fase di definizione/aggiornamento: 51
=Liguria
Savona 209 , Imperia 211 , Genova 762, La Spezia 149
In fase di definizione/aggiornamento: 1.236
=Campania
Avellino 180, Benevento 14, Caserta 177, Napoli 665, Salerno 244
In fase di definizione/aggiornamento: 30
=Lazio
Roma 1.567, Latina 206, Frosinone 156, Viterbo 122, Rieti 41
In fase di definizione/aggiornamento: 4
=Friuli Venezia Giulia?Trieste 385, Udine 460, Gorizia 75, Pordenone 295
In fase di definizione/aggiornamento: 8?=Sicilia?Catania 346, Agrigento 55, Palermo 205, Messina 221, Siracusa 77, Enna 133, Ragusa 28, Trapani 49, Caltanisetta 50
In fase di definizione/aggiornamento: 0?=Puglia
Foggia 305, Bari 387, Lecce 177, Brindisi 122, Barletta-Andria-Trani 85, Taranto 74
In fase di definizione/aggiornamento: 32
=Trentino Alto Adige?Trento 1.297, Bolzano 906?=Abruzzo?Pescara 445, Chieti 175, L’Aquila 64, Teramo 262
In fase di definizione / aggiornamento: 0
=Umbria
Terni 178, Perugia 600
In fase di definizione/aggiornamento: 24
=Molise
Campobasso 85, Isernia 9
In fase di definizione/aggiornamento: 9?=Sardegna
Cagliari 83, Nuoro 52, Oristano 7, Sassari 331, Sud Sardegna 21
In fase di definizione / aggiornamento: 0
=Valle d’Aosta
Aosta 408  =Calabria?Cosenza 107, Catanzaro 53, Reggio di Calabria 123, Vibo Valentia 28, Crotone 80  In fase di definizione/aggiornamento: 2?=Basilicata?Potenza 86, Matera 48
In fase di definizione / aggiornamento: 0
Per quanto riguarda la Campania, nella giornata di oggi sono 1061 i tamponi esaminati. Positivi: 145; positivi complessivi Campania: 1454; test totali: 9728. In particolare, al centro di riferimento dell’ospedale Cotugno di Napoli 369 tamponi di cui 35 risultati positivi; all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno 102 tamponi di essi 52 positivi; all’ospedale Moscati di Avellino 78 tamponi: 7 positivi; al centro di riferimento dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno 253 tamponi: 25 positivi; al laboratorio della Federico II 65 tamponi: 13 positivi; al centro di riferimento dell’ospedale Moscati di Aversa 87 tamponi: 1 positivo; al centro di riferimento l’ospedale Sant’Anna di Caserta 65 tamponi: 2 positivi; al centro di riferimento dell’ospedale San Paolo di Napoli 42 tamponi: 10 positivi.
Questi i dati ufficiali comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Campania.
Teresa Lucianelli



Coronavirus: 62.013 i casi positivi in Italia secondo la Protezione Civile

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 62.013 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 80.539 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 22.189 in Lombardia, 8.850 in Emilia-Romagna, 6.140 in Veneto, 5.950 in Piemonte, 2.795 nelle Marche, 2.973 in Toscana, 2.027 in Liguria, 1.835 nel Lazio, 1.169 in Campania, 1.094 nella Provincia autonoma di Trento, 1.095 in Puglia, 954 in Friuli Venezia Giulia, 791 nella Provincia autonoma di Bolzano, 1.095 in Sicilia, 860 in Abruzzo, 770 in Umbria, 378 in Valle d’Aosta, 462 in Sardegna, 372 in Calabria, 133 in Basilicata e 81 in Molise.

Sono 10.361 le persone guarite. I deceduti sono 8.165, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.




Coronavirus: siamo ancora in guerra

Italia: siamo giunti a 80539 contagiati, 8165 morti. Questo il bollettino di guerra odierno. Prosegue la carneficina, nonostante le speranze riposte in una curva discendente che ancora non giunge a rasserenare gli animi e ad evitare altre lacrime che si aggiungono alle tante già versate, e a quelle che continuiamo a versare per chi ci lascia.

Perché i caduti sul campo non si dimenticano, mai li scorderemo. Rimangono tutti nel nostro cuore, anche i tanti sconosciuti, per i quali abbiamo pregato incessantemente affinché si salvassero e per loro continuiamo a pregare affinché riposino nella pace dei cieli.

È una guerra delle più feroci quella che stiamo combattendo, per quanto chiusi in maggioranza tra le pareti domestiche, agli “arresti domiciliari”, penosi quanto indispensabili per la salute di tutti e per la vita di molti, della quale tutto siamo responsabili.

Dati di una drammaticità straziante che apprendiamo quotidianamente, nutrendo ogni volta in cuor nostro la speranza che le cifre possano bloccarsi, che non crescano più, soprattutto quelle relative ai decessi. Che non si debba più piangere per addii solitari e funerali deserti.

In questi numeri ci sono tante vite spezzate nel giro di pochi giorni, altre in settimane di agonia, moltissimi nonnini e pure giovani in ottima salute, quarantenni sportivi e aitanti, medici, infermieri, operatori sanitari, volontari caduti sul campo nel tentativo disperato di salvare quante più vite possibile, senza risparmiarsi, spesso sprovvisti pure dei presidi essenziali per ridurre almeno il pericolo di contagio, laddove neppure una mascherina idonea riescono ad avere… Uomini e donne di fede, badanti, farmacisti, addetti sociosanitari, ai servizi pubblici, alle pulizie, ecc.

Tutte persone appartenenti a categorie ora più che mai attive e presenti in prima linea a servizio della comunità. Lavoratori che continuano a lavorare e a rischiare – salvo rare eccezioni che non meritano neppure menzione – Soli a sostenere l’insostenibile, proprio come negli ospedali da campo al fronte, sottoposti a turni di lavoro massacranti, disumani, distrutti ancora più che dalla fatica, dall’ansimare disperato dei pazienti e dai singhiozzi dei familiari delle vittime, che dopo tanto sperare ricevono notizie da gelare il sangue, senza poter vedere più i propri cari, parlar loro, senza poterli onorare e accompagnare nell’ultimo viaggio terreno.

Il virus non si ferma davanti a nulla, tantomeno dinanzi a un camice.

Una sola speranza dà forza a ciascuno, pure a chi ha perduto gli affetti principali: che questa epidemia si fermi, pur considerando che nulla sarà più come prima, niente potrà esserlo. Lo sappiamo. Noi stessi non saremo più quelli di prima. Chissà quando ritorneremo a potere compiere i tanti piccoli gesti quotidiani come un caffè in compagnia, un rito per noi del Sud e per l’Italia intera e buona parte del Pianeta. Una passeggiata con gli amici, guardando il nostro magnifico mare che appare come un’immensa distesa di lacrime in questi giorni di disperazione. Una festa vissuta con spensieratezza. Un compleanno in famiglia, la solennità di un matrimonio, la gioia immensa di un battesimo…

Quando potremo tenere nuovamente tra le braccia i nostri cari e soprattutto i cuccioli di famiglia, godere dei loro baci, ridere della pastina tra i capelli che ogni neonato destina a chi lo imbocca, suscitando l’ilarità collettiva e suggellando un indelebile meraviglioso ricordo? Felicità.. la vera felicità! Quella che pensavamo ci appartenesse di diritto e ci è stata rubata. Quella della quale abbiamo il diritto di riappropriarci e chissà quando potremo farlo, tra strascichi e contagi di ritorno che seguiranno all’emergenza in atto.

Ma noi non demordiamo. Noi siamo meridionali, inguaribili romantici, ottimisti, cantanti e musicisti nati, artisti e cuochi, scienziati e matematici, innamorati della vita, sempre pronti a far festa in ogni situazione. Ma non in questa.. ora non si può davvero.

Per ora dobbiamo accontentarci delle videochiamate e del sapere – ciò che più conta – che i nostri familiari, gli amici stretti, stanno bene. Ed è già tanto.

Chissà quando potremo riunirci nuovamente e riusciremo a guardarci ancora negli occhi senza avere l’uno paura dell’altro. Quanto tempo dovrà passare per poterci nuovamente baciare? Per affetto, per amore, per tenerezza, per amicizia, per solidarietà, per cordialità?

Soprattutto noi, gente del Sud, siamo carnali. I nostri sentimenti siamo abituati a esprimerli con una intensa carica emotiva, con una forte gestualità: per noi, non abbracciarci è una tortura.. peggio, è una condanna a morte!

Ma non è il momento, ora non si può; se amiamo il nostro cari e il nostro Prossimo, ora non dobbiamo. Non possiamo assolutamente!

Per fermare il virus e tornare a vivere senza temere di avere nuovamente paura, ci dobbiamo imporre saggiamente di restare a casa.

Chiusi tra le pareti ma liberi di ricordare e di sognare nuove emozioni e gioie che ci auguriamo possano essere prossime e che lo saranno, se ciascuno s’impegnerà con maturità e comportamento responsabile.

Stringiamoci l’uomo all’altro virtualmente e aiutiamoci come sempre a vicenda. Appelliamoci al nostro ottimismo proverbiale e non smettiamo mai di sperare, convinti che passerà presto. Uniamoci in un unico immenso sforzo in un eccezionale impegno collettivo, affinché tutto questo strazio finisca subito e, sulle nostre vite, dopo tanto buio, torni a splendere nuovamente il sole, il nostro sole, quello che nessuno potrà toglierci mai!

Teresa Lucianelli




Protezione Civile /Coronavirus: un milione di dispositivi inviati in Campania

Prosegue lavoro incessante nella distribuzione alle Regioni

In merito alle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, è opportuno precisare che – contrariamente a quanto da lui sostenuto – sono stati consegnati, alla Regione Campania, fino ad oggi, circa un milione di dispositivi. Nel dettaglio, si tratta 788.600 mila mascherine, circa 99mila ffp2 e ffp3, 109mila guanti in lattice, oltre 3000 dispositivi – tra camici chirurgici, copriscarpe e visiere di protezione – e 15 ventilatori per terapia intensiva e sub-intensiva. È in corso un lavoro incessante che, anche grazie all’approvazione del Decreto “Cura Italia”, sta dando segnali di risposta concreta anche in termini quantitativi che aumenteranno giorno dopo giorno.




Protezione Civile: Borrelli negativo al Coronavirus

L’indagine epidemiologica si era resa necessaria a seguito dei sintomi avvertiti nella giornata di ieri Il tampone rino-faringeo per la ricerca di Coronavirs effettuato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha dato esito negativo. L’indagine epidemiologica si era resa necessaria a seguito dei sintomi avvertiti nella giornata di ieri dal Capo della Protezione Civile.

Il dott. Borrelli, che attualmente continua ad accusare un lieve stato influenzale, continuerà a lavorare dalla sua abitazione in costante contatto con il Comitato Operativo e l’Unità di Crisi.

Il Dipartimento della Protezione Civile continuerà, come sempre, a garantire la massima operatività e a lavorare senza sosta sull’emergenza in atto.