Coronavirus: sono 91.246 i positivi

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 91.246 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 128.948 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 28.124 in Lombardia, 12.837 in Emilia-Romagna, 10.177 in Piemonte, 9.409 in Veneto, 5.185 in Toscana, 3.578 nelle Marche, 3.186 nel Lazio, 3.093 in Liguria, 2.621 in Campania, 2.022 in Puglia, 1.774 in Sicilia, 1.795 nella Provincia autonoma di Trento, 1.363 in Friuli Venezia Giulia, 1.420 in Abruzzo, 1.226 nella Provincia autonoma di Bolzano, 898 in Umbria, 815 in Sardegna, 706 in Calabria, 576 in Valle d’Aosta, 254 in Basilicata e 187 in Molise.

Sono 21.815 le persone guarite. I deceduti sono 15.887, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Aggiornamento delle ore 18.00




Infermieri per Covid: il primo nucleo di volontari in partenza per le strutture sanitarie

Sono 93 i professionisti che, tra la giornata di oggi e e domenica, raggiungeranno le strutture sanitarie impegnate a fronteggiare l’emergenza in corso, nell’ambito dell’iniziativa “Infermieri per Covid”

Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Trentino e Valle D’Aosta sono le Regioni e Province autonome di destinazione di questo primo gruppo di infermieri volontari che andrà a supporto del personale regionale, da mesi impegnato negli ospedali dove sono trattati i pazienti affetti dal Coronavirus.

Un aiuto importantissimo e dal forte valore simbolico – ha sottolineato il Direttore del Dipartimento della Protezione Civile e coordinatore del comitato tecnico-scientifico sul Coronavirus Agostino Miozzo, nel portare il suo ringraziamento e saluto agli infermieri volontari.

“Grazie per la scelta coraggiosa che avete fatto. A voi va il ringraziamento del Governo e della Protezione Civile, a voi – ha sottolineato Miozzo – che avete deciso di lasciare temporaneamente il vostro lavoro quotidiano per dare sollievo ai tanti colleghi impegnati nell’emergenza Coronavirus e scrivere così una importante pagina solidale della nostra storia”.

Una spinta solidale che, significativamente, vede tutti impegnati: i medici e gli infermieri del Centro e del Sud Italia a supporto dei territori del Nord Italia, così duramente colpiti dall’emergenza, ma anche il personale sanitario di numerosi Paesi intervenuti a supporto del nostro, con team internazionali da Albania, Cina, Cuba, Russia, Stati Uniti, Ucraina.

La struttura sanitaria e la Regione di destinazione degli infermieri volontari in partenza in questi giorni sono state definite incrociando le loro specifiche professionalità con le esigenze rappresentate dai diversi territori.

La task-force costituita grazie a “Infermieri per Covid” – a partire da un bacino di oltre 9.400 candidature spontanee raccolte in appena 48 ore – è composta prevalentemente da professionisti di “area critica”. Si tratta quindi di infermieri che andranno a operare nei settori della rianimazione, della medicina di urgenza e di pronto soccorso in coerenza con le necessità di Regioni e Province autonome impegnate nel contrasto al Coronavirus.




Coronavirus: Protezione Civile comunica, sono 88.274 i positivi in Italia

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 88.274 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 124.632 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 27.220 in Lombardia, 12.523 in Emilia-Romagna, 9.693 in Piemonte, 9.093 in Veneto, 5.054 in Toscana, 3.497 nelle Marche, 3.106 nel Lazio, 2.894 in Liguria, 2.496 in Campania, 1.973 in Puglia, 1.726 in Sicilia, 1.753 nella Provincia autonoma di Trento, 1.336 in Friuli Venezia Giulia, 1.356 in Abruzzo, 1.201 nella Provincia autonoma di Bolzano, 927 in Umbria, 789 in Sardegna, 662 in Calabria, 560 in Valle d’Aosta, 244 in Basilicata e 171in Molise.

Sono 20.996 le persone guarite. I deceduti sono 15.362, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Aggiornamento delle ore 18.00




Coronavirus: positivi 85.388 italiani, i dati della Protezione Civile

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 85.388 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 119.827 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 26.189 in Lombardia, 12.178 in Emilia-Romagna, 9.130 in Piemonte, 8.861 in Veneto, 4.909 in Toscana, 3.631 nelle Marche, 3.009 nel Lazio, 2.746 in Liguria, 2.352 in Campania, 1.949 in Puglia, 1.664 in Sicilia, 1.659 nella Provincia autonoma di Trento, 1.324 in Friuli Venezia Giulia, 1.301 in Abruzzo, 1.209 nella Provincia autonoma di Bolzano, 920 in Umbria, 744 in Sardegna, 662 in Calabria, 560 in Valle d’Aosta, 247 in Basilicata e 144 in Molise.

Sono 19.758 le persone guarite. I deceduti sono 14.681, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Aggiornamento delle ore 18.00




Coronavirus: idranti della Polizia per sanificare le strade

Il Coronavirus si combatte con ogni mezzo e attività; anche con l’utilizzo degli idranti della Polizia di Stato che sono in dotazione ai Reparti mobili.

Sono dei mezzi speciali nati e concepiti per essere impiegati in ordine pubblico per la capacità di spruzzare migliaia di litri d’acqua a pressione; ora, invece, in accordo con le amministrazioni comunali che lo hanno richiesto, vengono utilizzati per sanificare le strade.

idranteAbbiamo avuto l’occasione di vederli all’opera per questo nuovo scopo in diverse città del nostro Paese come Napoli, Milano, Genova, Padova e Roma.

Non è la prima volta che gli uomini dei Reparti mobili sono chiamati ad intervenire in situazioni di emergenza per la loro versatilità e velocità di impiego oltre alle molteplici capacità professionali; in passato sono andati in soccorso delle popolazioni durante alluvioni e terremoti.




Coronavirus: in Italia 83.049 persone positive

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 83.049 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 115.242 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 25.876 in Lombardia, 11.859 in Emilia-Romagna, 8.578 in Veneto, 8.799 in Piemonte, 4.789 in Toscana, 3.555 nelle Marche, 2.660 in Liguria, 2.879 nel Lazio, 2.140 in Campania, 1.587 nella Provincia autonoma di Trento, 1.864 in Puglia, 1.294 in Friuli Venezia Giulia, 1.606 in Sicilia, 1.251 in Abruzzo, 1.160 nella Provincia autonoma di Bolzano, 885 in Umbria, 718 in Sardegna, 627 in Calabria, 556 in Valle d’Aosta, 233 in Basilicata e 133 in Molise.

Sono 18.278 le persone guarite. I deceduti sono 13.915, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Aggiornamento delle ore 18.00




Giornata Mondiale Autismo, messaggio di Magda Di Renzo

ROMA  – “Possiamo iniziare ad avere una visione meno catastrofica dell’autismo. Naturalmente non sempre, perché credo ci siano ancora tante cose che dobbiamo imparare. Stiamo osservando sempre di più che tutti i bambini raggiungono un miglioramento, possono essere adattati maggiormente al mondo e che per alcuni di loro ci sono veramente delle possibilità di un inserimento normale nel mondo esterno”. Lancia un messaggio sereno e rassicurante Magda Di Renzo, responsabile del Servizio Terapia dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo 2020 che si celebrerà domani in tutto il mondo..
Di Renzo ha recentemente pubblicato il libro ‘Autismo Progetto Tartaruga. L’approccio evolutivo-relazionale a mediazione corporea’ (Magi edizioni), in cui sistematizza il modello DERBBI dell’IdO (Developmental Emotional Regulation and Body-Based Intervention), per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico. “È il racconto di quello che facciamo con i bambini- chiarisce la terapeuta- è la spiegazione del nostro metodo evolutivo, basato sulla relazione e la regolazione emotiva, la cui specificità è l’utilizzazione della dimensione corporea. Noi accompagniamo i nostri bambini, che fortunatamente arrivano sempre più piccoli nel nostro servizio, sostenendo i genitori affinché possano imparare ad entrare in comunicazione con i figli, che hanno tante atipie nella loro interazione con il mondo. È il risultato di moltissimi anni di lavoro, di un’esperienza quarantennale con l’uso di questo modello che si è concretizzato nella creazione del Progetto Tartaruga che ormai data oltre quindici anni- ricorda Di Renzo- e che vede la partecipazione di un’equipe multispecialistica sia nella fase di valutazione, che in quella terapeutica”.
Il libro spiega, fondamentalmente, come sono gestiti i primi quattro anni di terapia. “Abbiamo parlato dei possibili risultati che raggiungiamo con un determinato gruppo di bambini, ovvero con quelli che hanno mostrato dei segni predittivi. Il nostro appello è che anche altri possano trovare segni predittivi in altre forme di autismo. Noi con questo gruppo di bambini- continua Di Renzo- abbiamo raggiunto dei risultati interessanti, già pubblicati a livello internazionale. La precocità dell’intervento sta rendendo possibile dei cambiamenti in tempi più brevi rispetto a quanto accadeva in precedenza. Naturalmente- puntualizza la studiosa- anche i bambini che escono dalla diagnosi Ados di autismo – aspetto su cui stiamo portando avanti un grande lavoro di follow-up relativo agli outcome positivi, in modo da seguire questi minori nelle loro atipie – hanno delle manifestazioni totalmente diverse l’uno dell’altro. Alcuni stanno particolarmente bene, altri hanno bisogno ancora di essere accompagnati, soprattutto in percorsi psicologici. In entrambi i casi hanno tutti raggiunto dei buoni livelli nell’organizzazione cognitiva”.
Nei bambini seguiti all’interno del Progetto Tartaruga “abbiamo potuto valutare se esistono dei predittori del processo di empatia emotiva e della intenzionalità, esaminando la presenza del contagio emotivo e del possibile sviluppo futuro della costruzione della teoria della mente. Un altro elemento interessante- nota l’esperta- è che nella valutazione cognitiva questi bambini mostravano un ragionamento fluido maggiore di quello invece legato alle prestazioni. Il ragionamento fluido non è condizionato dagli apprendimenti- spiega Di Renzo- quindi, laddove era più elevato, diventava un predittore. Effettivamente, in una percentuale statisticamente significativa, questi bambini sono usciti dalla diagnosi Ados”.
Di Renzo, per non creare equivoci, ripete e sottolinea che “uscire dalla diagnosi Ados di autismo è una cosa molto importante. In letteratura si sta parlando della possibilità di outcome positivi non legati solo, come si diceva in passato, a diagnosi sbagliate ma a delle possibilità nuove che si stanno aprendo. Ora credo che l’impegno della ricerca e della clinica sia quello di capire cosa succede a questi bambini che escono dalla diagnosi Ados, ovvero qual è la loro possibile evoluzione”.
Questo libro, quindi, non solo ha sistematizzato l’approccio che l’IdO porta avanti nel trattamento dei disturbi dello spettro autistico, ma spiega anche la batteria di test che l’IdO ha messo a punto per la valutazione dei disturbi dello spettro autistico. Si chiama T.U.L.I.P. (TCE, UOI, Leiter-R as Indicators of Predictivity) e indaga le abilità intellettive (attraverso il test Leiter-R), relazionali (con il test sulla capacità di comprendere le intenzioni altrui – UOI – Understanding of intention) ed emozionali (Tce: Test del contagio emotivo) dei bambini con autismo. “È il risultato del grande impegno di tutta l’equipe multidisciplinare- puntualizza Di Renzo- sono presenti neuropsichiatri, psicoterapeuti, logopedisti della riabilitazione, osteopati e neurologi. È il frutto di una sinergia di tutti, perché diamo una grandissima importanza alla fase di valutazione iniziale. Come ci ricorda il Dsm-5, ci troviamo di fronte agli autismi e non più a una sindrome unica- spiega la responsabile dell’IdO- siamo lungo un continuum di gravità. È fondamentale, nella fase iniziale, fare una valutazione molto attenta del singolo bambino, per mettere a punto e focalizzare i suoi deficit ma, anche e soprattutto in ambito terapeutico, per mettere in evidenza le sue potenzialità”.
La batteria di test “ci ha permesso di vedere i predittori e ci ha incoraggiato a lavorare sempre più e sempre meglio sulle potenzialità presenti”. È un lavoro molto importante anche per i genitori, “perché per loro non ha rappresentato solo una speranza infondata- sottolinea Di Renzo- ma il potersi basare su dei dati presenti, incoraggiandoli. Sapere di confrontarsi con un bambino che ancora non ha raggiunto un adeguato livello cognitivo, ma che ha delle potenzialità cognitive, permette di rapportarsi con lui in maniera diversa: mi attiverò molto di più se penso che capisce- chiarisce la psicoterapeuta- così come mi atteggerò diversamente a livello emotivo se sento che questo bambino, che in realtà è sopraffatto dalle sue emozioni, ha bisogno di essere contenuto. Si credeva una volta che il bambino autistico non avesse un’adeguata empatia, che non avesse una capacità di vivere le emozioni- ricorda la terapeuta- oggi invece sappiamo che la sua difficoltà nel costruire l’empatia è determinata proprio dal fatto che lui è sopraffatto dalla dimensione affettiva. Sapere questo significa avere strumenti migliori, ecco il grande lavoro che facciamo con i genitori. Questi lavorano con noi nella stanza non dal punto di vista educativo- conclude Di Renzo- li sosteniamo e conteniamo emotivamente, affinché possano incontrare il loro bambino secondo le sue modalità”.




Covid19, duro monito della UIL pensionati. Ciccone: “rischiamo crisi sociale”

L’appello del segretario regionale: «Troppe morti silenziose in tutt’Italia: una vergogna. Gli enti e le associazioni ritornino a fare il proprio dovere».

Mentre il Paese vive una delle più grandi emergenze della storia e i numeri dei nuovi contagi iniziano a lasciar intravedere spiragli di luce, chi governa è chiamato, a tutti i livelli, a far fronte al rischio di una catastrofica crisi sociale, generata dalla chiusura della maggior parte delle attività produttive e la conseguente perdita di reddito per molte famiglie.

Abbiamo interpellato, a riguardo, il segretario della UIL pensionati della Campania Biagio Ciccone, per fare insieme a lui il punto della situazione sull’intera gestione dell’emergenza.

Segretario Ciccone, secondo alcune proiezioni, forse è stato superato il cosiddetto “picco dei contagi” e ci stiamo avviando all’uscita dalla crisi epidemica. Lei, che è responsabile della UIL pensionati Campania, può dirci come hanno vissuto e come stanno vivendo quest’esperienza i pensionati?

Nella fase iniziale, questa crisi è stata gestita male, soprattutto in termini di comunicazione. Infatti, il messaggio che il contagio fosse letale solo per gli anziani ha avuto conseguenze gravi: gli anziani si sono sentiti abbandonati al loro destino, i giovani, invece, liberi di poter continuare ad avere stili di vita non compatibili con il contenimento dell’epidemia. Le tragiche conseguenze di questo tipo di comunicazione sono oggi sotto gli occhi di tutti, giacché, con il passare dei giorni, è via via aumentato il numero dei giovani che non sono riusciti a superare il contagio.

Giudica adeguate le misure adottate dal Governo per aiutare gli anziani in questa drammatica situazione?

Ho molto apprezzato il fatto che il Governo si sia preoccupato di ridurre al minimo i disagi per i pensionati, modificando le modalità di pagamento delle pensioni, ovvero quelle per le prescrizioni e il ritiro di medicinali. Mi dispiace però constatare che c’è voluta questa tragedia per fare cose che, in paesi normali, sono realtà da tempo, grazie allo sviluppo tecnologico. Mi riferisco proprio alle modalità telematiche di trasmissione delle prescrizioni mediche, che, se non rientreranno una volta superata l’emergenza, eviteranno anche in futuro quelle inutili, umilianti code negli ambulatori dei medici di base per una mera formalità burocratica, ovvero per ritirare la prescrizione dei soliti farmaci.

E per quanto riguarda le misure adottate per le fasce deboli in difficoltà economiche, cosa dice?

Il Governo ha di fatto assegnato ai Comuni il compito di tutelare le fasce deboli, soprattutto quelle prive di reddito. È una decisione coerente con quello che è l’assetto istituzionale del Paese, che vede il Comune deputato, in forma singola o associata, all’erogazione dei servizi sociali, costituendo la prima porta di accesso alla rete del sistema dei servizi sociosanitari. Il problema, però, è che ci troveremo di fronte ad interventi che saranno disomogenei sul territorio nazionale, soprattutto al sud. Invero, i Servizi sociali dei Comuni non sempre hanno avuto la disponibilità delle necessarie risorse finanziarie e umane, con la conseguenza che oggi non dispongono neppure di tutti i dati per poter indirizzare al meglio i fondi disponibili e, per giunta, contenuti. Si è mai domandato quanti Comuni hanno un elenco aggiornato dei soggetti svantaggiati, dei fragili (ex detenuti, ex tossicodipendenti o alcolisti…), degli invalidi, dei senza fissa dimora, ecc…

È quindi scettico su quello che i Comuni riusciranno a fare per evitare che l’epidemia provochi anche una crisi sociale?

Purtroppo, temo una crisi sociale. Questo, perché non è che ci ritroviamo impreparati a combattere un virus, ma a fare quello che normalmente dovremmo fare. I Servizi sociosanitari dovrebbero funzionare indipendentemente dalle epidemie. Ma, il blocco alle assunzioni, come i tagli alla finanza degli Enti locali, hanno prodotto non poche conseguenze, con il risultato che le inefficienze accumulate non le possiamo superare in pochi giorni, anche ricorrendo a provvedimenti straordinari, come quello del sostegno alimentare, che va segnalato è un provvedimento di protezione civile. Avremmo dovuto, e in futuro dovremo, investire sulle competenze e sulle tecnologie per avere i migliori servizi possibili. Altrimenti, continueremo a sprecare solo risorse, come si sono sprecate nell’ultimo decennio con i tentativi di avere una pubblica amministrazione digitalizzata; tentativi miseramente falliti per la miopia o per l’ingordigia politica degli amministratori locali, tant’è che ciascun Ente locale ha il proprio inefficiente sistema informatico, che non dialoga con nessuno.

Non ritiene che il gap sui servizi sociosanitari possa essere recuperato con il ricorso alle associazioni di volontariato locali, secondo il principio di sussidiarietà?

Sono fortemente convinto che l’associazionismo sociale, come avvenuto in passato, possa fare la sua parte per assicurare servizi indispensabili ai cittadini. Tuttavia, senza una guida forte e autorevole, il volontariato finisce solo per assorbire risorse e per costituire centri di potere. A mio avviso, solo se le diverse Istituzioni del Paese recupereranno competenze, sapranno fare strategie, senza far prevalere gli interessi di cortile, e sapranno controllarne e guidarne la realizzazione, l’associazionismo potrà dare un apporto risolutivo e coerente con le risorse che comunque assorbe e con la mission propria. Diversamente, continueremo ad assistere a un associazionismo autoreferenziale, che spreca risorse, si rifugia nelle pieghe delle interpretazioni legislative per non dar conto della propria gestione e si ritrova sempre con le stesse persone ai vertici; circostanza, quest’ultima, che naturalmente fa dubitare della sussistenza del “volontariato”, presupposto anche dalla disciplina sul Terzo Settore, e induce a pensare quello che ho già detto in passato, ovvero che l’attività nel volontariato sia diventato per alcuni un mestiere.

Attribuisce al fallimento dei cosiddetti servizi sociali il fatto che molti anziani sono deceduti soli nelle proprie abitazioni o nelle Case di riposo?

Ritengo che una delle pagine più drammatiche, ma anche più vergognosa, di questa amara esperienza sia rappresentata dalle c.d. morti silenziose, ossia dai tanti e tanti anziani che o sono morti tra le mura domestiche, senza che nessuno se ne accorgesse, o nelle strutture di assistenza dove erano ospitati, qualche volta persino lasciati infettati e soli da chi invece avrebbe dovuto accudirli. Leggevo in questi giorni che 80 anziani non autosufficienti de “La Fontanella”, nel Comune di Soleto, in provincia di Lecce, sono rimasti per almeno due giorni di seguito senza mangiare né ricevere le cure mediche prescritte, perché tutto il personale della struttura si è messo in quarantena. Quanti Soleto ci sono in Italia? Leggevo pure che anche in Lombardia sono stati più di cento gli anziani deceduti per il virus in strutture di assistenza gestite con operatori privi di mascherine e non soggetti ad alcun test. Anche nella nostra Regione, abbiamo registrato decessi in strutture di assistenza per anziani; inoltre, in Campania, anche in questi mesi sono risultate ancora in attività strutture già diffidate e non autorizzate all’esercizio delle attività, definite dai media dei veri e propri lager. Personalmente, ritengo che nulla possa giustificare questa vergogna, neppure un’epidemia. È la prova concreta del fallimento delle politiche sociosanitarie e di tutto il relativo sistema.

Cosa dobbiamo fare in futuro per evitare che ciò si ripeta?

Anche a costo di sembrare ingenuo, ripeto che gli Enti Locali dovrebbero fare bene quello che compete loro, senza interessi di cortile e, soprattutto, con le necessarie competenze e strategie, avvalendosi pure in modo trasparente dell’associazionismo sociale, opportunamente guidato e controllato; associazionismo che va disciplinato proprio per evitare che continui a rappresentare, in un momento di grave crisi economica quale quella che stiamo già vivendo, solo uno dei tanti rivoli di dispersione di risorse pubbliche per la sopravvivenza di fortini personali. Non comprendo perché a nessuno sia venuto in mente di studiare quante “sovrastrutture” esistono nell’ambito del Terzo Settore e quanto costano queste sovrastrutture, ovvero quante risorse finanziare assorbono, che, se recuperate ed incanalate in un procedimento di distribuzione/assegnazione più razionale, consentirebbero di avere maggiori disponibilità per l’Associazionismo locale.

Una nota positiva?

I complimenti di Sky News World all’ospedale Cotugno di Napoli, come modello di eccellenza mondiale. Nessun infettato tra il personale sanitario, frutto di esperienza, protocolli e organizzazione perfetta, a cui si poteva guardare per evitare tanti disastri. Tanti elogi dalla stampa straniera per il lavoro del personale sanitario che, a partire dal Pascale, ha sollecitato la sperimentazione Aifa della cura e prevenzione delle polmoniti. Un esempio da cui partire per un servizio sanitario efficiente ed efficace nel nostro Paese. E, nonostante i tagli alla sanità e alla ricerca, al Sud, a Napoli, abbiamo seguito le raccomandazioni del grande Professore Cotugno che, in una lettera scritta prima della sua morte, raccomandava di studiare sempre da autodidatti: “da sé si fa meglio, non con l’altrui scorta. Il nostro animo si invigora e si fa forte quando capisce che, da solo, vale”.




Coronavirus: sono 80.572 i positivi, dati forniti dalla Protezione Civile

Presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile proseguono i lavori del Comitato Operativo al fine di assicurare il coordinamento degli interventi delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.  Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 80.572 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 110.574 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 25.765 in Lombardia, 11.489 in Emilia-Romagna, 8.224 in Veneto, 8.470 in Piemonte, 4.432 in Toscana, 3.456 nelle Marche, 2.645 in Liguria, 2.758 nel Lazio, 1.976 in Campania, 1.483 nella Provincia autonoma di Trento, 1.756 in Puglia, 1.206 in Friuli Venezia Giulia, 1.544 in Sicilia, 1.211 in Abruzzo, 1.112 nella Provincia autonoma di Bolzano, 864 in Umbria, 675 in Sardegna, 610 in Calabria, 540 in Valle d’Aosta, 225 in Basilicata e 131 in Molise.

Sono 16.847 le persone guarite. I deceduti sono 13.155, ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Aggiornamento delle ore 18.00




Emergenza COVID19: “Noi Vittime Del Consumo” organizza raccolta fondi

Il Comitato Direttivo e lo Staff dell’Associazione “Noi Vittime Del Consumo”  hanno inteso attivarsi per l’avvio di una raccolta fondi per “Emergenza COVID-19” da destinarsi all’ospedale di Napoli “Loreto Mare”. L’obbiettivo  ambizioso è di raccogliere fondi, utilizzando principalmente i politici della Campania,  ai quali l’Associazione chiede di autoridursi lo stipendio e di essere concretamente e fattivamente coinvolti economicamente in questa emergenza sanitaria,  ma anche i  propri  tesserati e a quanti vorranno liberamente  donare. La raccolta fondi dell’Associazione è autorizzata dall’ASL Napoli 1 Centro;  l’Associazione, a tal riguardo,  ringrazia  il direttore generale Dott. Ing. Ciro Verdoliva per la concessione.

E’ possibile donare attraverso il Sito internet dall’Associazione al seguente link: http://www.associazionenoivittimedelconsumo.it/donazioni-coronavirus/

Un gesto anche piccolo ma concreto può salvare la vita di decine di persone!

(c.s.)

Ass. “Noi Vittime Del Consumo” 




Paolo Meneguzzi: il nuovo singolo “Il coraggio” in radio dal 3 aprile

Ecco “Il Coraggio” il nuovo singolo che segna il ritorno di Paolo Meneguzzi sul mercato italiano.

Un brano (scritto e prodotto con Emilio Munda) dal testo maturo e dalla melodia originale, scritto in questi giorni di sofferenza. La trasformazione da una vita normale a una vita serrata nella quale a rimetterci sono sempre i “più piccoli”, che sono quelli che devono avere “IL CORAGGIO”.

“La paura non puo’ niente, se niente fa paura … Il coraggio non è dei protagonisti, di quelli che ridono quando cadi, il coraggio è lo stemma di chi ti ama, di quelli che applaudono quando ti rialzi, nonostante tutto”.

Di forte impatto emotivo e con una melodia originale e incalzante, la voce dolce e potente di Meneguzzi si snoda tra le note e tra le tante emozioni del testo che invita al coraggio per superare ogni difficoltà di questa vita.

“É con piacere che annuncio l’uscita del mio nuovo singolo: “Il coraggio” e a seguito, dopo diversi anni, é in arrivo il mio nuovo Album. In questo momento così delicato che ci obbliga ad uno stop forzato, ho sentito l’esigenza di farvi ascoltare i miei brani nuovi e di anticipare l’uscita. É già tutto pronto. Perciò ecco a voi il mio nuovo singolo. Spero possa essere di compagnia, di forza e di sostegno in un momento così difficile. Approfittiamone per meditare e per ripartire più forti di prima”.

 




Bacoli: i numeri utili del Comune per aiuti alimentari e servizi sociali

Oltre ai due numeri di telefonia fissa dei Servizi Sociali indifferibili (081 8553402 e 081 8553416 area minori, disabilità, assistenza socio-sanitaria, aiuti e sostegni economici), sono stati attivati altri due numeri di telefonia mobile dedicati a famiglie, cittadini e tutti coloro che vivono in difficoltà economica in questo periodo di emergenza coronavirus, i quali hanno la possibilità di richiedere pasti caldi, card per la spesa, pacchi alimentari e bonus per l’acquisto di farmaci.

Chiama il 320 7181786 e 320 7181733 per ricevere beni di prima necessità.
Tutti i giorni (esclusa la domenica), dalle ore 10:00 alle 13:30 e dalle ore 15:00 alle 18:00.

Chiamando i due numeri di cui sopra sarà altresì possibile ricevere informazioni e assistenza per qualsiasi altra esigenza forma di disagio sociale.

Restano sempre validi, per richiedere informazioni e per fare richiesta dei nostri servizi, i numeri di telefono dei i servizi sociali: 081 8553416 e 081 8553402, dalle ore 8,30 alle ore 12,30.

NOTA BENE: Per i “Bonus spesa” previsti dal nuovo decreto governativo, sarà il Comune di Bacoli a comunicare nei prossimi giorni, attraverso una manifestazione di interesse, le modalità per farne richiesta.

Area comunicazione istituzionale Comune di Bacoli