Botti di Capodanno: i divieti sono realmente serviti?

Botti di Capodanno: i divieti sono realmente serviti?
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ROMA  – C’è chi l’ha fatto per questioni di sicurezza, chi per venire incontro alle richieste di coloro che si occupano della salute degli animali, chi per contenere la percentuale di polveri sottili nell’aria; fatto sta che in grandi città, come Milano, Torino, Venezia, Bari e Palermo, è stato proibito l’utilizzo di spari e fuochi d’artificio per festeggiare questo capodanno 2012. Altrettanto è stato fatto in altri centri minori, per un totale di circa 2.000 Comuni. Il divieto da una parte ha ottenuto ottimi risultati come nel milanese, dove si è assistito ad un calo dei feriti passando dagli undici dell’anno scorso ai quattro di quest’anno, dall’altra, però, non è riuscito ad evitare incidenti come a Palermo, dove un ragazzino ha perso le dita di una mano ed ha rischiato di perdere la vista a causa di un botto fatto esplodere nel pomeriggio di ieri. Ma non è forse un caso che il bilancio peggiore riguardi due grandi città come Roma e Napoli dove questo divieto non era stato imposto. Nella capitale l’esplosione di un petardo ha causato una vera tragedia in un appartamento del quartiere San Basilio, dove un trentunenne è morto e dei bimbi sono stati ricoverati in gravi condizioni all’ospedale. A Casandrino, in provincia di Napoli, la vittima è un ristoratore di trentanove anni, anche se non è ancora chiaro se sia stato ucciso da un proiettile vagante o dai fuochi d’artificio che stava posizionando davanti al suo ristorante. Naturalmente gli inviti alla prudenza da parte delle autorità locali ed un attento controllo delle fiamme gialle hanno scongiurato senz’altro danni peggiori. Ma deve far riflettere, comunque, il fatto che gli unici due decessi si sono registrati in queste due città, per non parlare del numero dei feriti: più di settanta solo nel napoletano.

 Claudia Minetti