Baia Sommersa: l’Atlantide dell’Impero Romano

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Nell’area dei Campi Flegrei così ricca di storie ma anche di leggende c’è un piccolo scrigno prezioso nascosto sott’acqua. Basta immergersi in pochi metri per svelare questo tesoro. Sono i resti dell’antica “Baiae”, dal nome del leggendario nocchiere di Ulisse, Bajos, morto e sepolto qui. Come Atlantide, Baia è stata sommersa dal mare (a causa del fenomeno bradisismico) ma sul fondale ancora oggi è possibile scoprire strade, mosaici, edifici termali e ville risalenti al periodo imperiale quando in questo luogo gli aristocratici Romani costruirono sontuose dimore dove trascorrere la villeggiatura e dove godere delle proprietà terapeutiche delle terme. Questa località era molto amata soprattutto da Domiziano, da Claudio, da Nerone, e da Cicerone. Anche Seneca, qui possedeva una sontuosa villa, ed è stato proprio lui a definire Baia il deversorium vitium ovvero il villaggio del vizio poiché pare che un tempo questo litorale fosse teatro di amori maliziosi e burle di giovani ubriachi e infatti il filosofo preferiva ritirarsi nella sua villa anziché scendere in spiaggia e mescolarsi con gente che disprezzava. La riscoperta di Baia sommersa è iniziata nel 1941, quando durante la seconda guerra mondiale, alcune foto aeree riconobbero l’antico Portus Julius, cioè quella grandiosa struttura portuale, adibita ad arsenale della flotta di Miseno collegata attraverso un canale navigabile ai laghi di Lucrino e D’Averno. Solo negli anni ’60 però sono stati fatti i ritrovamenti più importanti: una strada basolata affiancata da edifici, la Villa dei Pisoni e i piloni di calcestruzzo, le Pilae, che delimitavano l’originale linea di costa. In seguito nel 1980, è venuto alla luce il Ninfeo dell’imperatore Claudio che oggi è custodito nel Museo archeologico dei Campi Flegrei, nel Castello Aragonese di Baia, ornato da un gruppo di statue, che raffiguravano l’episodio dell’Odissea in cui Ulisse è fatto prigioniero dai Ciclopi. Oggi, l’antica Baia sommersa è uno dei pochi parchi archeologici subacquei del mondo, equiparata a un’area marina protetta dove è possibile svolgere escursioni, immergendosi con pinne e boccaglio ma anche con le bombole o con percorsi di visita con speciali barche dal fondo trasparente e finestrato che consentono ai passeggeri di navigare osservando le ville e i reperti comodamente seduti sotto il livello del mare. Una suggestione irripetibile.

Foto:www.baiasommersa.it

Maria Palma Gramaglia