Napoli: tra poco comincia il 45° NauticSud, ricordiamo i porti della nostra Storia

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La calda stagione sta per arrivare e non ci resta che salpare per una meravigliosa gita in barca con gli amici. Circondati da incantevoli paesaggi naturalistici e da acque cristalline della nostra meravigliosa Città.

Manca veramente poco, e tutti gli appassionati e non solo di Nautica che potranno ammirare oltre 50mila mq  tra imbarcazioni dai gommoni ai gozzi, dai motoscafi ai grandi yacht, presso la mostra D’oltremare le edizione 45° del Nautic Sud per le loro gite.

Ogni appassionato di nautica da diporto ha bisogno di un porto, che sia sempre lì ad aspettarla e che l’accolga quando finalmente tornerà a casa, un luogo caldo, sicuro.

Sono piccoli gioielli incastonati tra mare e terra, approdi turistici molto caratteristici che fanno da vetrina alle città.

Proprio nella meravigliosa Campi Flegrei i romani costruirono diversi porti, tra cui quello di Puteoli.

Porto di Pozzuoli (giorno)

Puteoli fu, prima della nascita del porto di Traiano a Portus come port ad-hoc per l’impero Romano, il principale porto di Roma e conseguentemente la città ne giovò incredibilmente. Qui convergevano da ogni parte le spezie, gli schiavi, il vino, le ceramiche, gli oggetti preziosi destinati al mercato Romano, e sopratutto il grano per l’annona di Roma, portato ogni anno della flotta Alessandrina (classis Alexandrina), e inizialmente conservato in enorme magazzini che si estendevano dalla attuale zona portuale di Pozzuoli fino ad Arco Felice, attraverso la ripa puteolana, pronti per essere successivamente smistati e trasportati nella capitale e nel resto dell’impero.

Il Porto di Pozzuoli di notte

Il porto di Baiae era invece un porticciolo civile prevalentemente riservato ai facoltosi personaggi e politici che frequentavano il complesso termale di Baia: come il porto Giulio, anch’esso era dotato di una diga con canale a protezione degli approdi

Il Portus Iulius e il porto di Baiae

La costruzione del Portus Iulius, fu voluta nella zona tra l’Averno e il Lucrino dal collaboratore di Ottaviano M. Vipsiano Agrippa, nel 37 a.C. nel quadro di uno scontro navale contro Sesto Pompeo che aveva il dominio dei mari.

Portus Iulius (la  parte sommersa)

I lavori della realizzazione a le relative infrastrutture furono affidati all’architetto Lucio Cocceio Aucto. Nell’antichità il porto era difeso da una stretta e lunga diga, gettata sulla spiaggia, che partiva dalle Punta dell’Epitaffio e si congiungeva alle punta Caruso, sulla quale passava la Via Herculanea. Nella diga si apriva un canale che permetteva l’entrata delle navi nel bacino del Lucrino e da qui, con un’altro canale scavato nella roccia, nel lago d’Averno.

Foto Pavimento mosaico della parte sommersa
Il lago D’Averno

Il porto militare di Misenum

Il porto di Miseno (Misenum) si trovava presso l’attuale Bacoli e l’omonimo Capo Miseno, simile per conformazione a quello di Ravenna. Poteva contenere almeno fino 250 imbarcazioni, come quello di Classe a Ravenna. In età augustea, in sequito all’impracticabilità del precendente porto miliare di Portus Iulius nella baia di Puteoli (utilizzato da Ottaviano a Agrippa durante la querra contro Sesto Pompeo), la vicina Miseno divenne la più importante base militare della flotta praetoria Romana a guardia del bacino del Mediterraneo occidentale.

Il lago di Bacoli detto Maremorto

Il porto sfruttava un doppio bacino naturale, quello più interno di circa 3 km di circonferenza (detto Maremorto o Lago Miseno), in epoca antica dedicato ai cantieri e alla manutenzione navale, e quello più esterno, che era il porto vero e proprio. Tra i due bacini gli storici hanno immaginato vi fossero gli impianti navale a gli alloggiamenti della Clasis Misenensis.

Per concludere come diceva Seneca “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare.”

 

Articolo e foto di

Luigi Borrone