#pizzaUnesco: finalissima tra 10, in attesa del verdetto di Seul

Unesco 210 pizzaioli selezionati per la finalissima tra 232 provenienti da 24 Paesi, in rappresentanza di varie impostazioni in tema di pizza, uniti dal rispetto per la qualità, la creatività, l’originalità

 

Manca pochissimo, giusto una manciata di ore, alla proclamazione del vincitore del titolo #pizzaUnesco, contest concepito col preciso e meritorio scopo di sostenere la candidatura Unesco dell’arte

del pizzaiolo napoletano come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, che sarà valutata a Seul nel mese di dicembre.

Oggi si affrontano a Napoli al Mulino Caputo i 10 finalisti selezionati tra 232 concorrenti da una commissione presieduta da Enzo Vizzari e formata da Allan Bay, Giorgio Calabrese, Eleonora Cozzella, Fiammetta Fadda e Scott Wiener.

La proclamazione ufficiale e la premiazione dei trionfatori del contest internazionale organizzato da Mysocialrecipe si terrà in serata, nello splendido contesto del cinquecentesco chiostro dello storico Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel.

Alla manifestazione hanno preso parte  pizzaioli provenienti dalla Campania e dalle altre regioni italiane, da Stati Uniti, Canada, Australia, Cina, Corea, Kenya, Russia, Kuwait, Cile, Argentina, Uruguay, Olanda, Marocco, Colombia, Norvegia, Belgio, Romania, Ungheria, Polonia, Austria, Grecia. Tra essi sono stati scelti i dieci finalisti.

Soltanto una donna tra lori, sulle 28 in partenza inserite in concorso. È italiana ed ha la sua pizzeria a Melbourne in Australia.

Poi un decano della pizza napoletana, simbolo di una delle 14 mitiche pizzerie “centenarie” orgoglio di Napoli, fondata nel 1916; ancora, il pizzaiolo creativo di Rotterdam: da filmmaker ha cambiato la sua vita sfondando come pizza chef; c’è un emigrante napoletano in America che ha fondato nel Greenwich Village un tempio della pizza napoletana; da ricordare pure l’allievo prodigio del maestro Diego Vitagliano che farà parlare molto di sé ed altri rappresentanti di spicco del settore internazionale della pizza.

Sono triplicate in questa seconda edizione – dato di rilievo – le partecipazioni al contest, in rapporto  all’anno scorso : 373 pizze complessivamente in gara; forte la presenza estera con 35 pizzaioli, altrettanto la componente femminile, con 28 pizzaiole, di queste 4 straniere.

Le loro creazioni originali sono state tutte registrate su www.mysocialrecipe.com, prima piattaforma a certificare  temporalmente la paternità di una ricetta.

L’edizione attuale ha pure evidenziato l’unione tra web estrosi e i 232 protagonisti, talentuosi pizzaioli attivi in 24 nazioni, al servizio del patrimonio, vanto pizza italiano ed innanzitutto napoletano.

A valorizzare il ruolo del condiviso messaggio sociale e dell’alto valore culturale della pizza con il suo linguaggio che giunge dappertutto e promuove con successo la partecipazione e la socializzazione, pure la presenza di quattro bravo pizzaioli non vendenti.

Il #pizzaUnesco celebra la qualità, la creatività, l’originalità unite al rispetto dei requisiti caratteristici della pizza napoletana.

Ecco qui  i dieci finalisti con le loro creazioni in gara:

1. Giovanna Alberti (Melbourne, Australia) con ‘pizza Marina’. Lavora come Head Chef presso la Woodstock Pizzicheria;

2. Gennaro Battiloro (Lucca, Italia) con ‘pizza Sensazioni’. Giovane pizzaiolo originario di Torre del Greco, naturalizzato toscano, è in forze alla pizzeria “La Kambusa” di Massarosa;

3. Raffaele Bonetta (Napoli, Italia) con ‘pizza Ottospek’. Al forno della pizzeria “Ciarly”, seguace della lievitazione lunga, usa il metodo della biga;

4. Salvatore Grasso (Napoli, Italia) con ‘pizza 1916’: numero che contraddistingue  i gloriosi 100 anni di attività della famosa pizzeria storica napoletana “Gorizia”, fondata appunto nel 1916, all’epoca della Grande Guerra, mentre le truppe italiane stavano entrando in Gorizia: da qui il nome del locale;

5. Ciro Iovine (New York, USA) con ‘pizza Summer’. Dal quartiere napoletano di Fuorigrotta a Napoli al Greenwich Village dove ha aperto la pizzeria “Song ‘e Napule”, punto di riferimento della pizza napoletana oltreoceano;

6. Vincenzo Onnembo (Rotterdam, Paesi Bassi) con ‘pizza del Padron’. Al suo attivo gli studi artistici, l’attività di filmmaker e creative director tra Inghilterra, Italia, Olanda e Belgio, poi nel 2014 la grande svolta: trasforma il suo studio a Rotterdam in una pizzeria “dopo lavoro” e nel 2016 vara il progetto “Old Scuola”, del quale è pizza chef e storyteller;

7.  Francesco Pone (Napoli, Italia) con ‘pizza Terra Antica’. Attivo nella “Pizzeria 18 Archi” sul golfo di Pozzuoli, è uno dei migliori allievi del maestro Diego Vitagliano;

8. Carlo Sammarco (Napoli, Italia) con ‘pizza Fior di zucca e alici’. Al suo attivo la nouvelle vague, tra i simboli della pizza canotto, è titolare della “Carlo Sammarco 2.0” di Aversa (Caserta);

9. Clemente Valentino (Forlì, Italia) con ‘pizza Veggie’;

10. Giuseppe Vitiello (Caserta, Italia) con la ‘pizza Doppia’. Vincitore del neocampionato europeo ‘Pala d’oro’ per la sezione “pizza napoletana” è erede di una notissima famiglia di pizzaioli di Terrà di Lavoro. Nella pizzeria “La Loggetta” (la più antica di Caserta) sperimenta impasti alternativi con curcuma, caffè, cacao, farina semintegrale, multicereali e paprika;  novità: la pizza ad aria, sana lievitazione e digeribilità.

Mentre si attende la disputa finale ormai alle porte, sono stati resi noti i pizzaioli che hanno conquistato quattro delle undici menzioni speciali previste dalla gara e assegnate dai partner di Mysocialrecipe:

Menzione La Fiammante per la “Migliore pizza al pomodoro” a Giuseppe Vesi della pizzeria “Pizza Gourmet” (Napoli) per la pizza “Fantasia di colori e sapori”;

Menzione Fic (Federazione Italiana Cuochi) per la “Pizza Chef – Migliore pizza per l’originalità degli ingredienti” a Mauro Autolitano della “Pizzeria Totò e i Sapori” di Acerra (Napoli) per la “Pizza Tiziano bis”;

Menzione Ferrarelle per la “Migliore pizza per l’impasto” a Giuseppe Pignalosa della pizzeria “Le Parùle di Ercolano” (Napoli) per la pizza “La mia Nerano”;

Menzione Slow Food per la “Pizza Slow – Migliore pizza per la territorialità” a Francesco Capece della “Locanda dei Feudi 2.0” di Filetta (Salerno) per la “Marinara dell’alleanza”.

Rimangono altri sette premi speciali: “Migliore pizza per gli aspetti nutrizionali” (a cura di Legambiente); “Pizza più letta sul web” (a cura di Mysocialrecipe); “Miglior abbinamento Vino – Pizza” (a cura dell’Associazione Italiana Sommelier); “La pizza è anche fritta” (a cura della rivista Italia a Tavola); “Pizza senza glutine” (a cura della rivista Ristorazione Italiana); “Una pizza per rinascere” (Luciano Pignataro Wine Blog); “Pizza funzionale e alternativa di NIP Food” (Nazionale Italiana Pizzaioli).

#pizzaUnesco gode del patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Regione Campania, Comune di Napoli, Città Metropolitana, Camera di Commercio, Legambiente, Fondazione Univerde, Associazione Italiana Sommelier, EcoMuseo della dieta Mediterranea di Pioppi.

A sostenerlo: Ferrarelle, La Fiammante, Molino Caputo, Olitalia, Sorì, come main sponsor; come sponsor Consorzio del Parmigiano Reggiano.

Tra i mediapartner: Il Mattino, Luciano Pignataro Wine&Food.

La fase live ha quali partner: Federazione Italiana Cuochi, Nazionale Italiana Pizzaioli, Associazione Pizzaioli Napoletani ed è sostenuta da Event Planet Food, Fondazione Birra Moretti, Gi.Metal e Scugnizzo Napoletano.

Valerio Giuseppe Mandile